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Sanità: arriva il decreto per abbattere le liste d’attesa

L’ok atteso in Consiglio dei ministri il 3 giugno. Sono circa 25 articoli quelli previsti dalla bozza del decreto legge del ministro della Salute Orazio Schillaci per la riduzione delle liste di attesa .

Alcune delle misure previste dalla bozza

Visite diagnostiche e specialistiche possibili anche di sabato e domenica, con l’estensione della fascia oraria per l’erogazione di queste prestazioni. Sistema unico di prenotazione regionale o infra-regionale, con le strutture private accreditate ospedaliere e ambulatoriali che dovranno afferire al Centro unico di prenotazione (Cup), pena la nullità degli accordi contrattuali per l’accreditamento con il Ssn. Un sistema di ‘Recall’, attivato dal Cup, per ricordare all’assistito la data di erogazione della prestazione, per richiedere la conferma o per la cancellazione delle prenotazioni: in caso di mancata presentazione e visita non annullata, l’assistito può essere tenuto a pagare lo stesso.

Inoltre per l’abbattimento delle liste d’attesa, il tetto di spesa per il personale delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale è incrementato a livello regionale, per l’anno 2024. L’aumento è “pari al 25% dell’incremento del fondo sanitario regionale rispetto all’esercizio precedente.

Nel decreto più fondi alla sanità privata

Ed ancora per aumentare il numero di visite ed esami effettuabili, vengono ritoccati i limiti di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati. Rispetto a quanto previsto dalla legge di bilancio, si aumentano le percentuali di spesa, da +1% a +2% per il 2024, da +3% a +4% per il 2025, da +4% a +5% dal 2026. Le prestazioni salvavita effettuate dai pronto soccorso delle strutture ospedaliere private accreditate non sono soggette ad alcun limite di spesa.