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Bombardieri procuratore capo a Torino, lascia la Procura di Reggio Calabria

L’ufficialità arriva nel tardo pomeriggio di ieri, 10 luglio. Il Plenum del Csm ha ratificato all’unanimità (un solo astenuto) la nomina a procuratore di Torino di Giovanni Bombardieri.

Sono stati i “titoli” di Bombardieri e l’esperienza nell’aver coordinato importanti inchieste sulla ‘ndrangheta, a farlo spiccare, ad aprile, sulla rosa di candidati che avevano fatto domanda per coprire il ruolo a Torino, lasciato vacante un anno fa da Anna Maria Loreto. Alla corsa avevano partecipato il procuratore aggiunto di Palermo, Paolo Guido, il procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli, e poi quattro aggiunti “interni”: la vicaria Enrica Gabetta (che ha fatto domanda per la procura di La Spezia), Patrizia Caputo, Marco Gianoglio, Cesare Parodi.

Sessantuno anni, originario di Riace, Bombardieri è da otto anni al vertice dell’ufficio giudiziario inquirente di Reggio Calabria nel quale ha mantenuto anche la delega alle indagini di mafia (Dda) di cui Reggio Calabria è – insieme a Catanzaro – epicentro se declinato sulla ‘ndrangheta.

Bombardieri, entrato in magistratura nel 1989, nella sua carriera è stato giudice del Tribunale di Locri dal 1990 al 1995, poi sostituto procuratore della Dda di Roma fino al 2012 quando il Csm lo nominò procuratore aggiunto di Catanzaro. Incarico, questo, ricoperto dal magistrato calabrese fino al 2018 quando il Consiglio superiore della magistratura gli affidò la Procura di Reggio Calabria.

Bombardieri dovrebbe prendere possesso dell’ufficio a partire dai primi giorni di settembre.