“Rabbia e aggressività: verità o narrazione”. È il titolo dell’evento organizzato dall’associazione Benessere Bambino con la partecipazione di Save the Children che si è tenuto nell’auditorium dell’Istituto “Cosentino” di Rende.
L’iniziativa ha dato continuità alle tante attività promosse dall’associazione Benessere Bambino su tutto il territorio, volte ad approfondire le problematiche dell’età evolutiva, traducendo la consapevolezza sociale in best practices e accendendo un faro sui nuovi bisogni dell’infanzia e dell’adolescenza.
I protagonisti dell’incontro sono stati oltre 200 studenti delle scuole “Mancini”, “Tommasi”, “Todaro”, “Cosentino”, “Pitagora” e “Gioacchino Da Fiore” che, nel corso di un dibattito, hanno condiviso le proprie esperienze e testimonianze sul tema della rabbia e dell’aggressività, in dialogo con relatori di assoluto spessore.
Sono infatti intervenuti la presidente dell’associazione Benessere Bambino e pediatra Chiara Lolli che ha approfondito il tema: “Ma le emozioni da dove vengono?” con interessanti spunti di riflessione legati al valore della componente emotiva nella crescita e nello sviluppo dei futuri adulti di domani,
Maria Esposito, psicologa, sessuologa clinica, specialista in psicologia dell’emergenza e psicotraumatologia che ha raccontato come “Gestire le emozioni in circolo”, rispondendo alle domande degli studenti e accogliendo le loro richieste: la rabbia è una delle emozioni con cui fanno quotidianamente i conti e di cui spesso hanno timore.
Padre Amedeo Tocci partendo da come costruire “La comunità educante” ha coinvolto i tanti ragazzi nell’intenso dibattito. È emersa la fondamentale importanza della famiglia e della scuola unite da un obiettivo comune: educare, cioè far crescere in maniera equilibrata ed armonica i ragazzi, svilupparne le capacità, favorirne la maturazione e la formazione umana nel segno della condivisione e dell’empatia.
Graziella Cammalleri, dirigente scolastico del Istituto d’istruzione superiore Mancini – Tommasi – Todaro – Cosentino ha accolto i ragazzi – accompagnati dai docenti – e i relatori, nell’incontro coordinato dal giornalista Antonio Sergi.
In collegamento, inoltre, la rappresentante regionale dei programmi di Save the Children, Carla Sorgiovanni con un focus sullo stato di salute dei “nostri ragazzi” e Silvio Premoli, professore ordinario di Pedagogia generale e sociale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Milano.
Il convegno ha aiutato a comprendere come poter promuovere il “ben-essere” psico-fisico e cogliere come poter ridurre possibili comportamenti a rischio e fattori stressanti. L’occasione ha permesso, inoltre, di valorizzare e promuovere le potenzialità insite in ciascuna realtà, che è diversa da ogni altra, al fine di costruire il miglior cammino di crescita possibile.
Partendo dal significato delle esperienze dolorose si è arrivati alle azioni da intraprendere da parte del sistema educativo che deve essere in grado di prevenire i problemi di rabbia e di aggressività, attraverso l’ascolto, di cui i ragazzi hanno tanto bisogno, proteggendo le reti delle memorie e accumulando informazioni positive. Il sistema educativo deve fare in modo che questi segnali possano limitarsi a quelli essenziali, quelli cioè che servono per evitare concretamente i pericoli.



