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Rende, persi 5 milioni di finanziamento per un progetto dedicato agli anziani

L’ex sindaco di Rende, Annamaria Artese, denuncia lo stop al progetto ERMES, un’iniziativa innovativa che avrebbe trasformato la città in un punto di riferimento nazionale per l’assistenza agli anziani.

Finanziato con 5 milioni di euro dal Ministero della Salute, il progetto prevedeva la ristrutturazione dell’ex caserma dei Carabinieri in un centro polifunzionale dotato di servizi all’avanguardia per gli anziani, come unità abitative autonome, spazi comuni, una palestra e un auditorium. Rende era stata scelta come città pilota per questo modello innovativo, ma il cambio di amministrazione ha portato alla sospensione del progetto.

Artese accusa i commissari di aver vanificato anni di lavoro e di aver causato una perdita significativa per la comunità. Il progetto ERMES, infatti, non solo avrebbe migliorato la qualità della vita degli anziani, ma avrebbe anche creato nuove opportunità di lavoro e rafforzato il ruolo di Rende come città all’avanguardia.

L’ex sindaco sottolinea come il fallimento di ERMES sia l’ennesimo esempio di mala gestione da parte della nuova amministrazione. La decisione di interrompere un progetto così importante e ben finanziato solleva interrogativi sulla priorità data alle politiche sociali e sulla capacità di gestire fondi pubblici in modo efficiente.

La comunità di Rende si trova ora a fare i conti con le conseguenze di questa scelta. La perdita di un’opportunità unica di sviluppo e di miglioramento dei servizi sociali rappresenta una grave battuta d’arresto per la città.

Artese conclude il suo intervento con un appello alla responsabilità. Chi ha deciso di bloccare il progetto ERMES dovrà rispondere di questa scelta davanti ai cittadini. La comunità di Rende ha il diritto di sapere perché un’iniziativa così promettente è stata abbandonata e di chiedere che vengano assunte le responsabilità del caso.

Le domande che restano aperte sono molte: Chi pagherà per questa scelta? Come si potrà recuperare il tempo perduto e le risorse investite? E soprattutto, quali saranno le conseguenze per gli anziani di Rende, privati di un progetto che avrebbe potuto migliorare significativamente la loro qualità di vita?