Il monitoraggio degli uccelli migratori nel Parco Nazionale della Sila ha raggiunto una nuova tappa fondamentale con l’avvio del progetto U.MI.C. (Uccelli Migratori del lago Cecita).
Dal 20 marzo 2026 e fino al prossimo 20 maggio, il Gruppo Locale di Conservazione (GLC) 121 Sila sta conducendo un’attività di osservazione puntuale e sistematica presso il bacino del Cecita e le aree umide limitrofe. L’iniziativa rappresenta un unicum per il territorio silano, prevedendo una copertura di 60 giorni con rilievi effettuati a cadenza quasi giornaliera.
Il ruolo strategico del lago Cecita e la Rete Natura 2000
Le indagini condotte negli ultimi anni hanno confermato la centralità del lago Cecita, considerato l’area umida più rilevante dell’altopiano e tra le più significative dell’intero Appennino calabro. Insieme al lago Ariamacina, il Cecita è l’unico bacino a ricadere interamente nella Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Sila Grande” – IT9310301.
Le ZPS sono aree istituite dagli Stati membri dell’Unione Europea in conformità alla Direttiva 79/409/CEE, nota come Direttiva Uccelli. Questi siti sono posizionati strategicamente lungo le rotte migratorie per garantire la tutela e il ripristino degli habitat necessari alla sopravvivenza dell’avifauna selvatica. Insieme alle Zone Speciali di Conservazione (ZSC), le ZPS formano la Rete Natura 2000, il pilastro della politica europea per la salvaguardia della biodiversità.
La protezione dell’area è ulteriormente avvalorata dalla sovrapposizione con la Important Bird and Biodiversity Area (IBA) n. 148. Le IBA sono siti identificati globalmente dal network Birdlife International (rappresentato in Italia dalla Lipu) attraverso rigorosi criteri scientifici e quantitativi. Tali parametri assicurano che i siti selezionati costituiscano una rete coerente per la conservazione delle popolazioni ornitiche su scala internazionale.
Osservazioni della stagione primaverile 2026
I primi mesi di monitoraggio hanno già permesso di registrare il passaggio di numerose specie di alto valore conservazionistico, alcune delle quali classificate come minacciate a livello globale. La varietà delle presenze conferma l’efficacia del sito come punto di sosta durante la migrazione pre-riproduttiva.
Tra le specie di interesse comunitario avvistate figurano la Cicogna nera, il Falco pescatore e la Moretta tabaccata. Sono stati documentati passaggi di Mignattino piombato, Airone rosso, Airone bianco e Sterna zampenere. Il contingente dei limicoli e dei rapaci include il Cavaliere d’Italia, il Combattente, il Piro piro boschereccio, il Falco di palude, il Nibbio bruno e il Nibbio reale. Non mancano presenze di Garzetta, Nitticora e Volpoca. Lungo le sponde dell’area umida, l’attività di monitoraggio ha rilevato anche diversi passeriformi, tra cui il Calandro, l’Averla capirossa e la Monachella.



