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Catanzaro, arresti per corruzione e truffa tra i vertici dell’Università Magna Grecia e dell’Asp

Un’operazione congiunta della Guardia di Finanza ha portato alla luce un grave scandalo che coinvolge vertici dell’Università Magna Graecia e dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno svelato un sistema corruttivo che ha corrotto la gestione di fondi pubblici destinati alla ricerca scientifica e ha portato alla luce gravi violazioni delle norme sul benessere animale.

Visite ispettive pilotate e falsificazioni

Al centro dell’inchiesta ci sono una serie di visite ispettive pilotate dall’ASP presso i laboratori universitari, finalizzate ad aggirare i controlli e garantire la continuità di progetti di ricerca finanziati dal Ministero della Salute per oltre 2 milioni di euro. Le verifiche, infatti, sarebbero state falsificate per nascondere gravi carenze strutturali e igienico-sanitarie dei laboratori.

Corruzione e favori

Le indagini hanno inoltre evidenziato l’esistenza di un sistema di corruzione tra i dirigenti coinvolti, con scambi di favori in ambito concorsuale e finanziario. Un veterinario dell’ASP, ad esempio, avrebbe ricevuto somme di denaro e incarichi accademici in cambio di valutazioni positive sulle condizioni dei laboratori.

Maltrattamenti e uccisioni di animali

Un altro aspetto inquietante emerso dall’inchiesta riguarda il trattamento degli animali utilizzati per la sperimentazione scientifica. Sono state documentate gravi violazioni delle norme sul benessere animale, con maltrattamenti, condizioni igieniche inadeguate e uccisioni non autorizzate. Queste pratiche non solo hanno causato sofferenze agli animali, ma hanno anche compromesso la validità scientifica delle ricerche condotte.

Misure cautelari e sequestri

A seguito delle indagini, sono state eseguite 12 misure cautelari: 11 persone sono agli arresti domiciliari e una è stata sospesa dalle sue funzioni pubbliche. Sono stati sequestrati due laboratori universitari destinati alla sperimentazione animale e oltre 23mila euro, ritenuti provento di truffa aggravata.