La famiglia di Antonio De Simone, 53 anni, morto a Roma nella notte di Capodanno, chiede che la verità venga alla luce e che si faccia giustizia per quanto accaduto. Antonio, un ingegnere calabrese, ha perso la vita in un tamponamento sulla diramazione Roma Sud, all’altezza di Torrenova, causato da un imprenditore romano di 55 anni alla guida di un’Aston Martin.
Una vita dedita agli altri
Antonio De Simone è ricordato come un uomo dolce, generoso e sensibile. La sua vita è stata dedicata agli altri, sia attraverso il volontariato in Africa, sia a Roma, la città che lo aveva adottato, dove si occupava di cani e gatti abbandonati. Gli amici lo ricordano con affetto, sottolineando il suo impegno verso gli animali e le persone in difficoltà.
L’incidente e le sue conseguenze
La notte di Capodanno, Antonio viaggiava in auto con la compagna, che è ancora ricoverata in prognosi riservata, e con il loro cane, che è purtroppo morto nell’impatto. L’incidente è stato provocato da un imprenditore di 55 anni, che si è costituito dodici ore dopo il tragico scontro. Ora l’uomo è accusato di omicidio stradale, fuga e omissione di soccorso, con il rischio di coinvolgere anche un complice che gli ha dato un passaggio per abbandonare la scena dell’incidente.
La richiesta di giustizia
La famiglia di Antonio non si arrende e chiede che venga fatta giustizia per la sua morte. “Vogliamo che la verità venga a galla e che si faccia giustizia per Antonio”, affermano i suoi cari. La loro determinazione è alimentata dal ricordo di un uomo che ha dedicato la sua vita al bene degli altri e la cui perdita ha lasciato un vuoto incolmabile.
Un ricordo indelebile
Antonio De Simone, con il suo impegno e la sua dedizione, ha lasciato un’impronta profonda nella vita di chi lo ha conosciuto. La sua storia è un richiamo alla necessità di giustizia e verità, affinché il suo sacrificio non sia stato vano e la sua memoria continui a vivere nei cuori di tutti.



