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Autisti di bus pagati per portare i migranti all’estero, 7 arresti

Una vasta operazione condotta dalla Procura di Milano, dalla Polizia e dalla Polizia Locale ha portato alla luce una presunta rete di traffico illecito di migranti, con epicentro nella stazione di Lampugnano.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Viola, ha svelato un sistema ben organizzato che operava su scala nazionale, coinvolgendo diverse regioni italiane.

Secondo quanto emerso dalle indagini, un gruppo di “favoreggiatori” si occupava di avvicinare gli stranieri irregolari che arrivavano a Lampugnano con l’obiettivo di raggiungere altri Paesi europei. In cambio di somme di denaro, di solito tra i 100 e i 250 euro, questi individui facilitavano il viaggio dei migranti, acquistando biglietti con false generalità e corrompendo alcuni autisti di autobus sulle tratte internazionali.

La stazione di Lampugnano, un crocevia per i migranti

La stazione di Lampugnano, uno dei principali snodi per gli autobus a lunga percorrenza, si è rivelata il punto nevralgico di questa attività criminale. Qui, migranti provenienti da diverse rotte, tra cui quella libica e quella turca, si incontravano con i favoreggiatori per organizzare il loro viaggio verso destinazioni europee.

Minacce e intimidazioni agli autisti

Gli autisti coinvolti in questo traffico illecito erano spesso sottoposti a pressioni e minacce da parte dei favoreggiatori. Chi rifiutava di collaborare rischiava di subire aggressioni o intimidazioni. L’attività di reclutamento e di controllo sugli autisti era diventata un fenomeno noto all’interno della stazione, tanto che alcuni autisti stessi finivano per trarre profitto da questa attività criminale.

Sette arresti e un latitante

L’operazione ha portato all’arresto di sette persone, accusate di favoreggiamento dell’immigrazione illegale aggravato. Le misure cautelari sono state eseguite in diverse regioni italiane, dimostrando l’estensione geografica di questa rete criminale. Un altro indagato è ancora ricercato.