Il 26 febbraio 2023, una tragedia immane ha colpito la comunità di Cutro, in Calabria: 94 migranti, tra cui donne e bambini, hanno perso la vita nel naufragio di un barcone. A due anni di distanza, il sindaco Antonio Ceraso ricorda quei momenti drammatici e sottolinea l’importanza di non dimenticare.
Un dolore indelebile
“Sono immagini che non si possono dimenticare”, dichiara il sindaco Ceraso, ospite a Buongiorno Regione del Tg3 Calabria. “Quando sono arrivato, le prime notizie parlavano di qualche morto, poi ho visto che era pieno di donne e uomini. Ti toccano per sempre”.
Cutro, paese accogliente
Il sindaco ricorda come la comunità di Cutro abbia vissuto la tragedia come un lutto familiare, stringendosi nel dolore e dimostrando la sua solidarietà. “Siamo stati proiettati al mondo intero come un paese accogliente”, afferma Ceraso, “Cutro non è solo ‘ndrangheta, la maggior parte sono lavoratori e persone per bene”.
L’importanza di salvare e accogliere
Ceraso invita alla riflessione, sottolineando come l’emigrazione sia spesso una scelta disperata, causata da fame, violenza e mancanza di opportunità. “Queste persone in primis vanno salvate, poi si decide cosa fare”, afferma il sindaco, sottolineando l’importanza di un approccio umano e solidale.
Un problema europeo
Il sindaco Ceraso invoca una soluzione europea al problema dell’immigrazione, sottolineando come sia necessario intervenire per evitare nuove tragedie. “Non possiamo aspettare la prossima tragedia”, afferma, auspicando un impegno concreto da parte di tutti i paesi europei.
Le celebrazioni
Il 26 febbraio 2025, Cutro ricorderà le vittime del naufragio con diverse iniziative. “Bisogna ricordare solamente nella preghiera”, afferma il sindaco Ceraso, “noi abbiamo dimostrato da subito di essere un paese accogliente. L’accoglienza non è un pezzo di pane o una coperta, ma integrare queste persone nella comunità e non ai margini”.



