Reggio Calabria è stata teatro di una vasta operazione della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto domiciliare di tre persone e al sequestro preventivo di oltre 700.000 euro.
L’indagine ha svelato un’associazione a delinquere che ha truffato l’Agenzia delle Entrate attraverso la falsificazione di dichiarazioni fiscali, ottenendo indebiti rimborsi IRPEF.
Come Funzionava la Truffa
L’organizzazione criminale, attiva dal 2019, acquisiva le credenziali di accesso ai servizi telematici dei contribuenti, a volte con la loro complicità e altre volte all’insaputa delle vittime. Una volta ottenute le credenziali, i truffatori alteravano le dichiarazioni fiscali, inserendo dati falsi come familiari a carico inesistenti, spese mediche gonfiate e richieste di rimborsi IRPEF basate su redditi mai percepiti.
La Rete dei Complici
A capo dell’organizzazione c’erano i tre individui arrestati, che si servivano di “intermediari” per reclutare i contribuenti. Questi ultimi venivano spesso scelti tra parenti, amici o intere categorie di lavoratori, come pescatori e dipendenti di aziende statali. L’organizzazione coinvolgeva anche pubblici ufficiali, alcuni dei quali impiegati presso l’Agenzia delle Entrate, che fornivano le credenziali di accesso dei contribuenti.
Sofisticate Tecniche di Elusione
Per non essere scoperti, i truffatori utilizzavano diverse strategie:
- Assenza di Contatti Diretti: Evitavano il contatto diretto con i contribuenti per proteggere la propria identità.
- CAF Fittizi: Si servivano di operatori CAF inesistenti e centri di raccolta falsi per trasmettere le dichiarazioni fraudolente.
- Rimborsi Sotto Soglia: Limitavano l’importo dei rimborsi a meno di 4.000 euro per evitare controlli automatici.
Interessi della ‘Ndrangheta
La portata della truffa era tale da attirare l’attenzione della ‘ndrangheta, in particolare della cosca dei Pisano, che operava nella piana di Gioia Tauro. I contribuenti coinvolti dovevano versare il 40% dei rimborsi ottenuti all’organizzazione criminale.
Conseguenze e Numeri della Truffa
Le indagini hanno portato all’individuazione di oltre 1.200 dichiarazioni fiscali false, relative agli anni dal 2016 al 2022, per un totale di 718.426,25 euro di rimborsi indebiti. Di questi, circa 312.119,29 euro sono finiti nelle tasche dell’associazione criminale.



