Circa 2,4 milioni di famiglie italiane, per un totale di 5,3 milioni di persone, si trovano in condizioni di povertà energetica nel 2023.
Lo rivela l’Ufficio studi della Cgia, elaborando i dati del Rapporto Oipe 2023. Queste famiglie vivono in abitazioni poco salubri, scarsamente riscaldate d’inverno e poco raffrescate d’estate, con livelli di illuminazione inadeguati e un uso limitato degli elettrodomestici.
Chi sono i più colpiti?
I nuclei familiari più a rischio sono quelli numerosi, in condizioni di disagio economico e con abitazioni in cattivo stato di conservazione. A livello territoriale, la situazione è particolarmente critica in Calabria, dove il 19,1% delle famiglie (circa 349mila persone) vive in povertà energetica.
Seguono Basilicata, Molise, Puglia e Sicilia. Le regioni meno interessate sono invece Lazio, Friuli Venezia Giulia, Umbria e Marche.
Le cause e i dati
Rispetto a due anni fa, il dato medio nazionale è aumentato, passando dal 9% all’attuale cifra. Le principali condizioni professionali dei capifamiglia in povertà energetica sono la disoccupazione, la pensione (soprattutto se soli) e, in molti casi, il lavoro autonomo.
Un fattore rilevante è l’uso del gas come principale fonte di riscaldamento, soprattutto nel Sud Italia, dove i nuclei familiari che lo utilizzano sono più a rischio. Chi utilizza altri combustibili (bombole a gas, pellet, gasolio, legna, kerosene, ecc.) presenta un rischio minore.



