Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno emesso una sentenza importante riguardo al caso dei migranti bloccati sulla nave Diciotti nell’agosto 2018. I giudici hanno stabilito che l’obbligo di soccorso in mare è un principio fondamentale del diritto internazionale e marittimo, e prevale su qualsiasi accordo bilaterale finalizzato al contrasto dell’immigrazione irregolare.
I fatti
Nell’agosto 2018, 177 migranti soccorsi dalla nave Diciotti della Guardia Costiera rimasero bloccati in mare per giorni a causa del divieto di sbarco imposto dall’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini. I migranti presentarono ricorso, chiedendo un risarcimento per la privazione della libertà.
La decisione della Cassazione
La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il soccorso in mare è un obbligo inderogabile. I giudici hanno rinviato al giudice di merito la quantificazione del danno, ma hanno condannato il Governo italiano al risarcimento.
Le indagini e il ruolo del Senato
La vicenda aveva portato all’apertura di un’indagine nei confronti di Salvini per sequestro di persona. Il Tribunale dei Ministri di Palermo aveva ritenuto illegittimo il trattenimento dei migranti. Successivamente, il caso era stato trasmesso a Catania, dove la Procura aveva chiesto l’archiviazione. Il Tribunale dei Ministri di Catania aveva respinto la richiesta, chiedendo al Senato l’autorizzazione a procedere contro Salvini. La Giunta per le Autorizzazioni del Senato aveva però votato contro.
Implicazioni della sentenza
La sentenza della Cassazione riafferma l’importanza del diritto internazionale e marittimo, e sottolinea l’obbligo di soccorso in mare. La decisione potrebbe avere importanti implicazioni per le future politiche migratorie.



