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Stop a quiz e numero chiuso, cambia l’accesso a Medicina

A partire dal prossimo anno accademico, il sistema di accesso alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria subirà una trasformazione radicale. Domani, salvo imprevisti, la Camera approverà in via definitiva la riforma già passata al Senato, che diventerà così legge.

La ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, ha assicurato che i decreti attuativi necessari per l’applicazione della riforma arriveranno rapidamente. “Gli atenei non parleranno più di ‘numero chiuso’, ma di porte aperte. Nei prossimi anni formeremo almeno 30.000 nuovi medici in più”, ha dichiarato con orgoglio.

La riforma elimina il test di ammissione per il primo anno, consentendo l’immatricolazione libera. Tuttavia, il numero programmato rimane: per accedere agli anni successivi, gli studenti dovranno ottenere un punteggio utile in una graduatoria nazionale unica.

La vera novità consiste nello spostamento della selezione: non più all’inizio del percorso accademico, ma alla fine del primo semestre. Gli studenti che supereranno una serie di esami potranno proseguire con il secondo anno. Chi non riuscirà a entrare avrà comunque la possibilità di frequentare il secondo semestre in un corso di area scientifica, senza perdere l’anno. Gli esami sostenuti, se compatibili, saranno riconosciuti.

La riforma riguarda esclusivamente gli atenei statali, mentre le università private continueranno a organizzare i tradizionali test di ingresso. Le opposizioni in Parlamento hanno espresso forti critiche, definendo la riforma “un pasticcio inattuabile a breve termine”. Anche la federazione Cimo-Fesmed ha sottolineato che il numero chiuso non viene realmente superato, ma solo spostato alla fine del primo semestre.

Di contro, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha elogiato la riforma, definendola un passo avanti per superare un sistema che spesso penalizzava talento e determinazione. Anche Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, ha parlato di un cambiamento epocale, sottolineando il coraggio del governo nel realizzare riforme concrete.

Molti dettagli della riforma saranno chiariti con i decreti attuativi, ma il cambiamento segna già una svolta significativa nel sistema di accesso alle facoltà mediche. Un passo che potrebbe aprire nuove opportunità per migliaia di studenti, pur mantenendo un equilibrio tra formazione e programmazione delle risorse sanitarie.