Dopo 791 anni di storia, la Fiera di San Giuseppe a Cosenza perde una parte importante del suo fascino. L’assenza di vimini, terrecotte, piante e fiori, elementi che hanno sempre rappresentato l’anima tradizionale di questo evento, lascia un vuoto significativo. Una decisione che non mancherà di farsi sentire, figlia di alcune scelte dell’amministrazione comunale che hanno acceso il malcontento tra gli storici espositori.
Tariffe e cambi di postazione: le cause del malumore
Le motivazioni di questa assenza sono legate principalmente all’aumento delle tariffe per le postazioni, che hanno raggiunto i 200 euro per modulo, e alla modifica unilaterale delle aree assegnate agli ambulanti. I commercianti di vimini e terrecotte, che fino allo scorso anno avevano i loro stand collocati nei pressi del parcheggio tra piazza Matteotti e piazza Mancini, avrebbero dovuto spostarsi nel primo tratto di viale Mancini, accanto al luna-park, senza la possibilità di avere i mezzi vicini per il trasporto delle merci.
Questa nuova disposizione avrebbe comportato disagi significativi: gli espositori avrebbero dovuto trasportare la merce per almeno 80-100 metri. Inoltre, le elevate tariffe e le spese aggiuntive hanno creato un peso insostenibile per molti di loro, costringendoli a rinunciare alla partecipazione.
Un addio alle tradizioni storiche
Tra i commercianti che hanno rinunciato alla fiera, vi sono nomi storici come quello di un espositore di terrecotte proveniente da Seminara, presente alla manifestazione da ben 55 anni. Questo forfait collettivo priva l’edizione 2025 di un pezzo di storia e tradizione, lasciando un evento “monco” che rischia di non essere all’altezza delle aspettative.
Un bilancio da valutare
Mentre si avvicina l’apertura della fiera, molti si chiedono se queste decisioni siano state realmente necessarie e se il sacrificio di una parte così significativa della tradizione sia stato un prezzo accettabile da pagare. La Fiera di San Giuseppe, evento simbolo della primavera calabrese, affronta un’edizione che resterà nella memoria, ma forse non per i motivi giusti.
Ne sarà valsa la pena? Solo il tempo e le reazioni dei visitatori potranno dare una risposta definitiva a questa domanda.



