HomeCronacaViolenza nel carcere di Paola: agente...

Violenza nel carcere di Paola: agente aggredito alle spalle con un bastone

Nel giorno dedicato alla celebrazione del 208° anniversario della fondazione della Polizia Penitenziaria, un nuovo episodio di violenza ha scosso il carcere di Paola. Un agente è stato gravemente aggredito alle spalle da un detenuto armato di bastone, riportando lesioni che hanno richiesto l’intervento dei sanitari. Il poliziotto, trasportato in ospedale, ha ricevuto una prognosi di sette giorni.

La vicenda è stata denunciata dal Sappe, attraverso una nota stampa a firma del segretario regionale Francesco Ciccone e del vice Salvatore Panaro. Secondo quanto riportato, l’Istituto penitenziario di Paola ospita detenuti con indole aggressiva e soggetti psichiatrici, collocati in sezioni comuni dove non ricevono cure adeguate. Questo contesto li rende vulnerabili alla strumentalizzazione da parte di altri detenuti, aumentando il rischio di atti di violenza.

Le difficoltà di gestione nel carcere di Paola
Il sindacato ha evidenziato le numerose criticità nella gestione dei detenuti più pericolosi e dei soggetti psichiatrici. Tra i principali problemi emergono la carenza di personale di Polizia Penitenziaria, l’insufficienza di operatori sanitari e le limitazioni strutturali del carcere.

La situazione è definita emergenziale, con turni di servizio estenuanti per gli agenti, spesso superiori a dodici ore, e la necessità di accorpare più sezioni operative. Particolarmente gravoso è il ruolo degli agenti assistenti, costretti a supplire alla mancanza di sottufficiali. Analoghe difficoltà si registrano nell’area sanitaria, dove, nonostante l’elevata presenza di detenuti con disturbi psichiatrici, non esistono servizi specialistici attivi.

Una gestione inefficiente e il fenomeno del “Turismo Sanitario”
Il Sappe ha sottolineato l’assenza di un presidio medico attivo 24 ore su 24. Questo obbliga il personale della Polizia Penitenziaria a frequenti trasferimenti di detenuti presso strutture sanitarie esterne, con un ingente impiego di risorse e una conseguente scopertura di posti di servizio interni.

Un problema ulteriore è il cosiddetto “turismo sanitario”, che vede detenuti trasferiti per visite mediche anche a distanze di 250 chilometri, causando un grande spreco di risorse umane ed economiche.

Le richieste del Sappe per un intervento immediato
Il sindacato ha chiesto un intervento tempestivo da parte dell’Amministrazione penitenziaria, auspicando il trasferimento immediato dei detenuti responsabili di aggressioni al personale. Il Sappe ha ribadito la necessità di garantire la sicurezza e l’incolumità degli agenti, dando piena attuazione alla circolare n. 3702/6152 del Capo Dipartimento, che disciplina le procedure per il trasferimento dei detenuti violenti.