L’adeguamento dell’età di pensionamento e dei contributi necessari per la pensione anticipata è stato introdotto dal decreto legge 78/2010. Questo decreto ha introdotto anche la finestra mobile, un meccanismo che prevede l’uscita dal lavoro dei dipendenti dopo 12 mesi e degli autonomi dopo 18 mesi dalla maturazione dei requisiti.
Una delle principali novità di questo provvedimento era l’aumento dell’età pensionabile per i dipendenti uomini, che è passata da 65 a 66 anni.
Come funziona
Con il decreto 78/2010, si stabiliva che l’adeguamento alla speranza di vita fosse triennale, in base ai dati forniti dall’Istat. Ogni 3 anni, infatti, i Ministeri dell’Economia e del Lavoro devono aggiornare le tabelle relative all’età pensionabile in relazione all’incremento della speranza di vita a 65 anni. Questo meccanismo garantisce che l’età di pensionamento si adegui alle condizioni demografiche del Paese, riflettendo un allungamento della vita media e aumentando, quindi, l’età pensionabile.
Le novità introdotte dalla Legge Fornero (2012)
Nel 2012, con la Legge Fornero, il sistema ha subito un’importante trasformazione. La finestra mobile è stata sostituita da un aumento formale dell’età pensionabile, fissando la pensione di vecchiaia a 66 anni. Per le donne del settore privato, l’età per il pensionamento è stata fissata inizialmente a 62 anni, ma nel 2018 è stata equiparata a quella degli uomini, portandola a 66 anni e 7 mesi.
Cosa cambia fino al 2027
Fino al 2027, l’adeguamento dell’età pensionabile continuerà a basarsi sull’andamento della speranza di vita. Questo significa che, ogni triennio, il Governo dovrà aggiornare i requisiti per il pensionamento. Sebbene l’aumento dell’età pensionabile sembri inevitabile, potrebbero essere introdotte modifiche o correttivi per evitare un allungamento troppo drastico, che potrebbe penalizzare alcune categorie di lavoratori.
Il prossimo aggiornamento nel 2027
Il prossimo aggiornamento riguardante l’adeguamento dell’età pensionabile in base alla speranza di vita è atteso per il 2027. Questo aggiornamento segue un periodo in cui, nel biennio 2023-2025, l’Istat ha registrato una riduzione della speranza di vita di circa 1 mese, che si somma al calo di 3 mesi precedentemente osservato. Questo scenario suggerisce che, almeno per il 2025, non ci saranno modifiche significative all’età pensionabile.
L’Ipotesi di aumento della speranza di vita
Il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, ha recentemente parlato di una possibile crescita della speranza di vita a 65 anni, ipotizzando che, a partire dal 2027, l’età pensionabile potrebbe salire a 67 anni e 3 mesi. Tuttavia, resta da chiarire l’effetto della pandemia sulla media della speranza di vita, che potrebbe influire sull’andamento futuro di questo parametro. Le previsioni indicano quindi un aumento consistente, ma non definitivo.
Aumento dell’età pensionabile
Secondo l’ultimo Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato, pubblicato a gennaio 2024, dal 2027 ci si aspetta un aumento di circa 3 mesi per l’età pensionabile. La pensione di vecchiaia potrebbe salire a 67 anni e 3 mesi, mentre per la pensione anticipata si prevede un aumento di 3 mesi, portando i requisiti a 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne.
Gli impatti futuri
Questo aggiornamento avrà un impatto significativo per molti lavoratori italiani, specialmente per coloro che sono vicini al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento. L’aumento dell’età pensionabile e dei contributi necessari per la pensione anticipata potrebbe comportare una necessità di un’ulteriore programmazione finanziaria e professionale per i lavoratori, in modo da affrontare l’allungamento della vita lavorativa.



