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Lavoro all’estero: giovani laureati in fuga dalla Calabria e dall’Italia

Un tempo, la valigia di cartone rappresentava la speranza di un futuro migliore per tanti italiani che lasciavano la propria terra con poche risorse ma tanta determinazione. Oggi, la storia si ripete, ma con una differenza importante: a partire sono giovani con un alto livello di istruzione.

Secondo recenti dati Istat, nel 2024 le partenze verso l’estero hanno raggiunto il numero più alto degli ultimi vent’anni, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. Questa crescita è dovuta soprattutto all’aumento di italiani che scelgono di trasferirsi, principalmente in Germania, Spagna e Regno Unito.

Questa tendenza è in parte una conseguenza della difficoltà che l’Italia incontra nel trattenere i suoi talenti. Essendo tra gli ultimi paesi in Europa per percentuale di laureati, molti giovani istruiti cercano opportunità in altre nazioni del continente.

È interessante notare come le motivazioni e le provenienze di chi parte siano diverse. Se da un lato troviamo un numero maggiore di giovani laureati che cercano realizzazione professionale all’estero, dall’altro, alcune regioni del Sud vedono un numero inferiore di partenze, come nel caso di Taranto. Allo stesso tempo, città con un’alta qualità della vita come Bolzano registrano un elevato numero di persone che scelgono di trasferirsi all’estero, suggerendo che la decisione non è sempre legata a difficoltà economiche.

Un fenomeno particolare riguarda alcune regioni del Sud, come la Calabria, dove le città si rianimano durante le festività, quando i giovani tornano a casa per brevi periodi.

Parallelamente a questi movimenti migratori, l’Italia sta anche affrontando un calo della natalità. Nel 2024, si stima che il numero medio di figli per donna sia sceso a 1,18, un minimo storico. Questa diminuzione riguarda soprattutto il Nord e il Sud del paese, mentre il Centro mostra una maggiore stabilità. Alcune regioni del Mezzogiorno, come la Calabria, la Sicilia e la Campania, mantengono comunque tassi di fecondità leggermente più alti rispetto alla media nazionale.

In conclusione, l’Italia sta vivendo un periodo di significativi cambiamenti demografici, con un aumento dell’emigrazione di giovani istruiti e un calo della natalità. Questi fenomeni rappresentano sfide importanti per il futuro del paese.