Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza hanno portato alla luce uno scenario inquietante. A Catanzaro, un gruppo organizzato si dedicava stabilmente all’usura, imponendo tassi elevatissimi e utilizzando minacce e violenza per costringere le vittime a pagare. Questa pratica, come un serpente silenzioso, stringe chi vi cade in una spirale soffocante, rivelando la vulnerabilità del territorio nei confronti di crimini radicati e sommersi.
L’usura a Catanzaro non è un fenomeno episodico, ma una rete ben organizzata con ruoli definiti e metodi collaudati. L’assenza di scrupoli nel perseguire guadagni illeciti dimostra quanto il contesto locale possa essere permeabile a queste attività. Questo grave problema mette in evidenza l’urgenza di interventi concreti e mirati per contrastare la diffusione di tale fenomeno.
La Commissione Consiliare Antindrangheta e il Dipartimento Legalità della Giunta Regionale sono impegnati nel contrasto all’usura e al sovraindebitamento. Attraverso la collaborazione con le Fondazioni antiusura, si cerca di promuovere percorsi di denuncia e di intervento per spezzare il silenzio e l’omertà che alimentano questa piaga.
Le azioni includono iniziative di prevenzione, sensibilizzazione sull’uso consapevole del denaro, e un potenziamento delle capacità di intervento delle Fondazioni antiusura. Insieme alle forze dell’ordine, queste misure mirano a creare un argine contro l’usura, offrendo supporto e solidarietà a chi ne è vittima.
Il messaggio è chiaro: è necessario denunciare, rompere il silenzio e sostenere una lotta collettiva contro l’usura. La prevenzione, unita alla solidarietà e all’educazione finanziaria, rappresenta la chiave per proteggere il territorio e garantire un futuro libero da questa piaga.



