Il TAR di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Carmelo Salerno, difensore della famiglia di Giorgio (nome di fantasia), un bambino autistico residente a Cosenza.
Con una sentenza dello scorso 12 marzo, i giudici amministrativi hanno stabilito che l’Asp del capoluogo bruzio è tenuta a farsi carico delle terapie riabilitative del piccolo, in particolare del trattamento cognitivo comportamentale secondo il metodo ABA (Applied Behavior Analysis), diagnosticato come necessario dall’Unità Operativa Territoriale di Neuropsichiatria Infantile di Cassano allo Ionio.
Il metodo ABA, ampiamente utilizzato per l’intervento precoce nei disturbi dello spettro autistico, rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e deve dunque essere garantito dal sistema sanitario regionale. Tuttavia, nonostante il riconoscimento clinico della necessità della terapia, l’Asp non ne aveva assicurato l’erogazione, costringendo la famiglia a rivolgersi a strutture private con un esborso documentato di quasi 19mila euro.
Il TAR ha quindi condannato l’Asp di Cosenza non solo a prendere in carico il trattamento – da svolgere direttamente o tramite rimborso – ma anche a restituire integralmente le spese già sostenute dalla famiglia. Giorgio potrà ora accedere alle cure prescritte: 8 ore settimanali di ABA, una supervisione trimestrale, 8 ore di parent training a trimestre, oltre a logopedia e neuropsicomotricità per 8 ore settimanali ciascuna.
“È una vittoria umana, prima ancora che giuridica”, ha commentato l’avvocato Salerno, sottolineando come molti genitori, spesso con difficoltà economiche, non siano a conoscenza dei propri diritti e finiscano per sostenere costi che dovrebbero invece essere garantiti dallo Stato.



