Nella quieta cornice di Squillace, in provincia di Catanzaro, vide la luce il 20 gennaio 1963 Domenico Battaglia, oggi noto come S.E. Mons. Mimmo Battaglia, l’arcivescovo metropolita di Napoli che sta emergendo come una figura di spicco nel panorama ecclesiastico, soprattutto dopo la recente scomparsa di Papa Francesco.
La sua nomina a cardinale, avvenuta il 7 dicembre 2024 per mano dello stesso Bergoglio, lo ha inserito di diritto tra i possibili successori al soglio pontificio.
Ordinato sacerdote il 6 febbraio 1988, dopo gli studi filosofico-teologici nel Pontificio Seminario Regionale “San Pio X” di Catanzaro, Don Mimmo ha intrapreso un cammino pastorale profondamente radicato nel territorio e vicino alle fasce più vulnerabili della società.
La sua attenzione verso gli emarginati e i tossicodipendenti lo ha portato a guidare per anni il “Centro Calabrese di Solidarietà”, una comunità terapeutica dedita al recupero. Questa esperienza ha plasmato la sua visione di una Chiesa “ospedale da campo”, come spesso ripetuto da Papa Francesco, un concetto che Battaglia ha incarnato nel suo ministero.
Il 24 giugno 2016, Papa Francesco lo ha nominato vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, per poi elevarlo al ruolo di arcivescovo metropolita di Napoli il 12 dicembre 2020. Il suo ingresso solenne nella Cattedrale di Napoli, avvenuto il 2 febbraio 2021, ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo per la Chiesa partenopea, caratterizzato da un approccio pastorale improntato all’ascolto, all’inclusione e alla prossimità con la gente.
La creazione a cardinale, avvenuta a meno di un anno dalla scomparsa di Papa Francesco, non è passata inosservata. In molti vedono in Don Mimmo Battaglia un profilo in linea con il pontificato appena concluso: un pastore con il “profumo delle pecore”, attento alle periferie esistenziali e capace di un linguaggio diretto e accorato di Vangelo e di strada. La sua nomina cardinalizia, giunta quasi inaspettata, lo ha inserito nel novero dei cardinali elettori, aprendo scenari inediti per il futuro della Chiesa cattolica.
Il suo motto episcopale, “Confide surge vocat te” (“Coraggio, alzati, ti chiama”), tratto dal Vangelo di Marco, ben sintetizza la sua azione pastorale: un invito costante al rialzarsi, alla speranza e all’ascolto della chiamata di Dio, soprattutto per coloro che sono ai margini.
In questo momento di transizione per la Chiesa universale, il nome di Domenico Battaglia risuona con forza. La sua provenienza dal Sud Italia, il suo passato di “prete di strada” e la sua recente elevazione al cardinalato lo rendono una figura interessante e potenzialmente in grado di raccogliere l’eredità di Papa Francesco, portando avanti il suo messaggio di una Chiesa più vicina agli ultimi e più impegnata nella costruzione di un mondo più giusto e fraterno. Solo il tempo e il Conclave riveleranno se questo “figlio del Sud” sarà chiamato a guidare la Chiesa universale.



