Il lungomare Cicerone Sud è ostaggio di una discarica abusiva a cielo aperto. A lanciare nuovamente l’allarme è Vincenzo Crea, referente dell’ANCADIC (Associazione Nazionale per la Comunità, l’Antimafia, i Diritti e la Cittadinanza), che in una nota ha espresso la sua profonda preoccupazione per una situazione che si protrae da anni, con gravi ripercussioni sull’ambiente e sulla sicurezza dei cittadini.
La discarica si trova in corrispondenza del tombino idraulico stradale (al chilometro 20+650) e del tombino ferroviario, a ridosso della passeggiata a mare. Ciò che doveva essere un sistema di deflusso delle acque si è trasformato, nel tempo, in un deposito di rifiuti di varia natura, inclusi, come già segnalato in passato, scarti provenienti da attività edilizie.
Tante segnalazioni rimaste inascoltate
L’ultima denuncia non è un fulmine a ciel sereno. Crea ricorda infatti le precedenti segnalazioni datate 14 luglio 2014 e 23 ottobre 2019, nelle quali portava già all’attenzione delle autorità competenti lo smaltimento illecito di rifiuti nei tombini in questione. Nonostante il tempo trascorso e la chiara evidenza del problema, non si è provveduto ad una bonifica del sito e al corretto smaltimento dei materiali in discariche autorizzate.
La situazione si è ulteriormente aggravata con l’ingente accumulo di rifiuti di diversa tipologia, molti dei quali riconducibili, per tipologia e confezionamento (sacchetti dello stesso colore e sacchi neri), a un’attività di smaltimento organizzato e non a singoli episodi di inciviltà. A rendere la situazione ancora più inquietante è il recente tentativo di occultare i rifiuti scaricati nella parte finale del tombino idraulico attraverso una copertura con materiale terroso ed edile.
Pericoli incombenti e sicurezza a rischio
Oltre al danno ambientale, la presenza della discarica abusiva pone seri problemi di sicurezza. Il referente dell’ANCADIC sottolinea la necessità di intervenire urgentemente per coprire il muretto perimetrale del basso tombino che affaccia sulla strada pubblica, una richiesta già avanzata in passato. Un ulteriore elemento di rischio è rappresentato dalla facilità di accesso al lato monte del tombino, che potrebbe agevolare lo scarico illecito di rifiuti, anche di natura edile.
Per questo, l’ANCADIC sollecita la verifica di tali accessi e la copertura della parte finale del tombino lato lungomare Cicerone, possibilmente con una lastra metallica. La preoccupazione maggiore riguarda la sicurezza dei più giovani: il basso muretto perimetrale del tombino, alto circa 65 centimetri, rappresenta un potenziale pericolo di caduta per i ragazzi che potrebbero salirvi, con l’impossibilità di risalire autonomamente in caso di incidente.
L’appello per un intervento diventato improrogabile
Vincenzo Crea, ribadisce con forza la necessità di un intervento solerte da parte delle articolazioni comunali competenti. L’assenza delle autorizzazioni previste dalla legge per lo stoccaggio dei rifiuti configura una chiara minaccia al bene giuridico primario da tutelare: l’ambiente. La comunità attende risposte concrete e azioni immediate per restituire decoro e sicurezza a un’area così importante del lungomare, ponendo fine a un’inerzia che dura da troppo tempo.



