A partire da domani, 7 maggio, i riflettori del mondo saranno puntati sulla Cappella Sistina, che si appresta a diventare nuovamente il cuore pulsante di uno degli eventi più antichi e riservati della Chiesa Cattolica: il Conclave.
Questo solenne rito, il cui nome deriva dal latino “cum clave” (chiuso con la chiave), vedrà i Cardinali elettori riuniti per scegliere il 267° successore di Pietro.
La Cappella Sistina è diventata la sede ufficiale per l’elezione papale nel 1996, con la Costituzione Apostolica “Universi Dominici Gregis” di San Giovanni Paolo II.
Preparativi solenni all’interno della Cappella
All’interno della maestosa cappella, tutto è stato meticolosamente preparato. Sedie di legno di ciliegio, ognuna con il nome di un Cardinale elettore, sono state disposte insieme a tavoli di legno grezzo, coperti da un elegante panno beige e satin bordeaux. Davanti al celebre affresco del Giudizio Universale di Michelangelo, si trova un tavolo destinato ad accogliere l’urna per le schede dei voti e un leggio con il Vangelo, sul quale i Cardinali presteranno giuramento. Per preservare il prezioso pavimento cosmatesco, i Cardinali cammineranno su una pedana in legno rialzata, rivestita di un panno beige. Ad ogni porporato verranno forniti un sacchetto di velluto per le schede, segnaposti, una penna, una cartellina rossa e le schede per le votazioni.
I cardinali elettori e le regole del voto
Il numero massimo di Cardinali con diritto di voto è fissato a 120, sebbene attualmente gli aventi diritto siano 135; non si escludono deroghe, come già accaduto. Durante tutto il Conclave, vige il divieto assoluto per i Cardinali di utilizzare dispositivi elettronici o di avere contatti con l’esterno, per garantire la massima segretezza e concentrazione.
Il processo di voto è scandito da regole precise. Si terrà una sola votazione nel primo giorno, seguita da quattro votazioni nei giorni successivi (due al mattino e due al pomeriggio). Ogni Cardinale scriverà il nome del prescelto sulla scheda sotto la dicitura “Eligo in Summum Pontificem”, per poi depositarla, piegata e ben visibile, nell’urna posta sull’altare.
Per l’elezione del nuovo Pontefice è necessaria una maggioranza qualificata dei due terzi dei voti. Se dopo 33 o 34 scrutini nessun candidato raggiunge questa soglia, si procederà a un ballottaggio tra i due Cardinali che hanno ottenuto più voti. Anche in questo caso, sarà richiesta la maggioranza dei due terzi, e i due Cardinali in lizza non potranno partecipare al voto.
La “fumata”: un segnale atteso dal mondo
Un elemento iconico del Conclave è la “fumata” che esce dal comignolo della Cappella Sistina, visibile da Piazza San Pietro. Dal 1939, una speciale stufa in ghisa viene utilizzata per bruciare le schede dopo ogni scrutinio. Se la fumata è nera, significa che non è stata raggiunta la maggioranza. La tanto attesa fumata bianca, ottenuta bruciando le schede insieme a paglia umida, annuncerà al mondo l’avvenuta elezione del nuovo Papa. Per migliorare la visibilità, dal 2005 si utilizza anche un’apparecchiatura ausiliaria per i fumogeni.
L’annuncio e l’accettazione
Una volta raggiunta la maggioranza richiesta, l’ultimo dei Cardinali diaconi convoca il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche e il Segretario del Collegio Cardinalizio. Il Decano si rivolgerà all’eletto chiedendogli in latino: “Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?” (Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?). Dopo la risposta affermativa, chiederà: “Quo nomine vis vocari?” (Come vuoi essere chiamato?). Scelto il nome pontificale, le schede verranno bruciate per produrre la fumata bianca.
Il Conclave inizierà ufficialmente dopo la messa solenne “Pro eligendo Pontifice” nella Basilica di San Pietro, al termine della quale i Cardinali si recheranno in processione verso la Cappella Sistina. Dopo il giuramento di tutti i Cardinali, il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, Monsignor Diego Ravelli, pronuncerà la formula “Extra omnes” (Fuori tutti), segnando l’inizio effettivo delle operazioni di voto.
Infine, sarà il Cardinale Protodiacono ad affacciarsi dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro per annunciare al popolo festante l’elezione con la celebre frase: “Habemus Papam!” (Abbiamo il Papa!). Subito dopo, il nuovo Pontefice impartirà la sua prima benedizione “Urbi et Orbi” (alla città e al mondo).
Le norme che regolano lo svolgimento del Conclave sono contenute principalmente nella Costituzione Apostolica “Universi Dominici Gregis”, aggiornata nel corso degli anni da Benedetto XVI.



