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Ludopatia giovanile: in Calabria la risposta arriva dalla scuola

In Calabria, la lotta alla ludopatia parte dalle scuole, con iniziative innovative che coinvolgono direttamente gli studenti. Un esempio virtuoso è il progetto realizzato all’Istituto “Majorana” di Castrovillari, dove il linguaggio del rap è diventato uno strumento potente per sensibilizzare sui rischi delle dipendenze patologiche.

L’iniziativa, che ha visto la creazione di una traccia rap a quattro mani da parte di due studenti, si inserisce in un percorso di apprendimento strutturato sui temi dell’educazione civica. Come spiega il Dirigente Scolastico Saverio Madera, che ha fortemente sostenuto l’iniziativa, il progetto si è configurato come “un’unità didattica di apprendimento (UDA) che mira a sviluppare competenze specifiche attraverso la realizzazione di un prodotto, in un contesto esperienziale”. A differenza della didattica tradizionale, questo approccio si concentra sull’acquisizione di competenze pratiche e sulla partecipazione attiva degli studenti.

Guidati dalle docenti Carmela Cetera e Marinella Stasi, gli studenti Benedetto Sapia e Gabriel De Luca della 5A dell’Istituto Professionale Alberghiero hanno dato vita a versi incisivi e consapevoli: “È una malattia che non va più via, la chiamano ludopatia. Si sa che si vince quando non si gioca”. Parole che mettono in rima la dura realtà della ludopatia, una patologia che purtroppo colpisce anche i più giovani, attratti dall’illusione di guadagni facili e immediati.

Il progetto mette in luce una piaga sociale allarmante, con numeri che parlano chiaro: una spesa di oltre 160 miliardi di euro nel 2024 e una stima di ulteriore incremento per il 2025, che potrebbe raggiungere i 150 miliardi di euro (fonte: giocoresponsabile.info). Di fronte a questa emergenza, la scuola calabrese risponde con creatività e impegno, dimostrando di essere un presidio fondamentale per la prevenzione e l’educazione dei giovani.