Vivere e muoversi a Cosenza è diventato, per molti, un vero e proprio atto di fede. Nonostante le dimensioni ridotte della città rispetto ai grandi centri urbani, il traffico ha raggiunto livelli di paralisi che non hanno nulla da invidiare a metropoli come Milano o Roma. La differenza, però, è abissale: se nelle grandi città le infrastrutture e i trasporti pubblici offrono alternative, a Cosenza ci si ritrova bloccati nel caos, con la sensazione che il problema sia sistematicamente ignorato.
La denuncia è chiara e arriva quotidianamente dalla strada: siamo a Cosenza, ma per percorrere pochi metri ci vogliono ore e ore. Non è un’esagerazione. Questo pomeriggio, giusto per fare un esempio lampante, per coprire un tragitto di appena un chilometro e mezzo, dal viale Marconi fino all’imbocco dell’autostrada di Cosenza Sud, abbiamo impiegato un’ora intera. Un tempo estenuante, frustrante, che trasforma ogni spostamento in un’odissea.
L’ironia, o forse la triste realtà, è che in questo stesso tragitto, o in prossimità delle rotatorie, dove il traffico è endemico e la gestione della circolazione sarebbe cruciale, la presenza dei vigili urbani è quasi un’utopia. Sembra che l’attenzione sia rivolta altrove: i vigili sono pronti a fare multe alle auto in sosta senza il tagliandino, una prassi sacrosanta per il rispetto delle regole, ma che stride con il disinteresse per la gestione del flusso veicolare.
Il paradosso è lampante: percorrere quel chilometro e mezzo a piedi è non solo più salutare, ma decisamente più rapido. È inaccettabile che una città come Cosenza, con le sue dimensioni e le sue potenzialità, debba affrontare un tale blocco quotidiano. È tempo che le autorità competenti si concentrino seriamente sulla fluidità del traffico, con interventi strutturali e una presenza costante e proattiva degli agenti nei punti nevralgici. I cittadini di Cosenza meritano una mobilità degna di questo nome, non un’eterna coda che ruba tempo, energia e serenità.



