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Escort scomparsa a Prato: indagato avvocato calabrese di 45 anni

Il caso della scomparsa di Denisa Maria Adas, la 36enne di origine romena di cui si sono perse le tracce dal residence Ferrucci di Prato lo scorso 15 maggio, registra una significativa evoluzione. Le indagini hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di un avvocato calabrese di 45 anni, figura già nota alle forze dell’ordine e che, secondo gli inquirenti, sarebbe coinvolto in un contesto oscuro fatto di minacce, violenze e presunti ricatti.

Le rivelazioni sconvolgenti dell’amica

A fornire un quadro inquietante e a gettare nuova luce sulla vicenda è stata una cara amica di Denisa, che si è presentata spontaneamente agli investigatori. La donna ha riferito quanto appreso dalla madre della scomparsa, Maria Cristina Paun. Secondo il suo resoconto, l’avvocato avrebbe comunicato alla madre che Denisa era viva, ma ferita, e si trovava nelle mani di un gruppo di connazionali romeni che intendevano costringerla a lavorare per loro. Il racconto si fa ancora più crudo: questi individui l’avrebbero picchiata e le avrebbero persino strappato i denti.

Sempre secondo la versione dell’amica, l’uomo avrebbe addirittura proposto uno scambio: difendere gratuitamente i presunti sequestratori in cambio della liberazione di Denisa. Un piano che, tuttavia, si sarebbe complicato a causa della forte eco mediatica che la scomparsa ha avuto fin da subito.

Gli indizi nella stanza 101 e le azioni degli investigatori

Gli investigatori stanno esaminando minuziosamente la stanza 101 del residence dove Denisa alloggiava. Dalle prime verifiche è emerso che le due valigie e i telefoni cellulari della donna sono spariti. La chiave della porta è rimasta nella toppa, mentre manca solo quella del portone esterno, solitamente custodita in un armadio. Nella stanza sono rimasti un paio di scarpe col tacco, trucchi, medicine per il mal di stomaco e una coperta personale. Nel cortile, la sua Fiat 500 è ancora parcheggiata e chiusa a chiave, con il tagliando del parcheggio settimanale in bella vista.

La Procura di Prato, sotto la guida del Procuratore Luca Tescaroli, ha disposto l’analisi delle impronte digitali e dei profili genetici rinvenuti nella stanza. Contemporaneamente, i carabinieri stanno esaminando le telecamere di videosorveglianza della zona, inclusi i filmati del casello autostradale più vicino, alla ricerca di elementi utili.

La posizione della madre e i dati telefonici sotto la lente

Maria Cristina Paun, la madre di Denisa, è stata interrogata dagli inquirenti e ha dichiarato di aver parlato con la figlia l’ultima volta il 15 maggio alle 23:30. Tuttavia, la sua posizione si è complicata: la donna è ora indagata per false informazioni al pubblico ministero. Secondo l’amica di Denisa, l’avvocato avrebbe inventato l’intera storia del sequestro, spinto da un’ossessione amorosa non corrisposta nei confronti della 36enne.

Un ulteriore elemento cruciale è emerso: la madre e l’avvocato si sentivano utilizzando un cellulare Samsung che la donna teneva nascosto in casa. I carabinieri hanno sequestrato il dispositivo durante una perquisizione nell’abitazione di Torpignattara e lo stanno ora analizzando.

Infine, dall’analisi delle celle telefoniche è emerso un dato di grande rilevanza: la notte della scomparsa, i cellulari di Denisa sono stati riaccesi brevemente, consentendo uno scambio di traffico dati con due dispositivi sconosciuti. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo per risolvere il mistero e fare luce sulla sorte di Denisa Maria Adas.