Salgono a tredici i giovani identificati dalla Polizia di Stato per la brutale rissa scoppiata nel cuore della movida vibonese la notte del 27 aprile scorso.
Quattro nuovi indagati vanno ad aggiungersi ai nove già denunciati, in una vicenda che continua a tenere banco e che ha già avuto ricadute sul piano amministrativo, giudiziario e commerciale.
Il locale dove tutto è accaduto è stato chiuso per ordine del Questore, mentre due dei nuovi indagati sono stati colpiti da fogli di via obbligatori e altri due da avvisi orali.
Il caos davanti al locale: calci, pugni e sedie in mezzo alla strada
Tutto è iniziato, secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, davanti a un locale frequentatissimo nel fine settimana. Una discussione tra giovanissimi, degenerata in pochi secondi. Calci, pugni, bottiglie e sedie lanciate come armi da strada, fino a invadere la pubblica via in un clima di autentico far west urbano. Tra i partecipanti, anche diversi minorenni. Nessuno dei presenti – né gli avventori né i passanti – ha collaborato con le forze dell’ordine nelle fasi immediatamente successive ai fatti.
Il Questore chiude il locale: sospesa la licenza
Di fronte alla gravità dell’episodio e al totale disinteresse dei presenti nel fornire elementi utili all’indagine, il Questore Ruperti ha deciso di intervenire duramente. In applicazione dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, è stato emesso un provvedimento di sospensione della licenza nei confronti del locale teatro della rissa. Una misura drastica, che rientra nella strategia di contrasto alla “mala movida” e alla degenerazione degli spazi di aggregazione notturna.
Quattro nuovi indagati: fogli di via e avvisi orali
I nuovi quattro soggetti identificati sono stati iscritti nel registro degli indagati per il reato di rissa aggravata (art. 588 c.p.). Per due di loro, non residenti a Vibo Valentia, è scattato il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno in città per tre anni. Per gli altri due, invece, è stato emesso un avviso orale, atto di prevenzione che segnala la pericolosità sociale dei destinatari. Un provvedimento già adottato anche nei confronti dei nove giovani precedentemente individuati.
Indagini ancora in corso: il bilancio è provvisorio
La Questura ha precisato che le indagini non sono concluse: ulteriori accertamenti sono in corso per verificare l’identità di altri soggetti coinvolti e per valutare nuove misure di prevenzione nei confronti degli indagati residenti a Vibo Valentia. L’obiettivo è quello di ripristinare la sicurezza pubblica nel centro cittadino, duramente messa alla prova da una movida che rischia sempre più spesso di trasformarsi in terreno di scontri e regolamenti di conti.



