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Stop alla violenza in ospedale: un pulsante d’allarme protegge il personale sanitario a Catanzaro

A fronte dei numerosi e inaccettabili episodi di violenza subiti dal personale sanitario, la provincia di Catanzaro lancia un’iniziativa all’avanguardia per tutelare chi ogni giorno si dedica alla cura degli altri. Un nuovo Protocollo d’Intesa, siglato oggi in Prefettura, introduce un innovativo strumento di emergenza per contrastare le aggressioni negli ospedali Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, Giovanni Paolo II di Lamezia Terme, Soverato e Soveria Mannelli.

Come funziona il nuovo dispositivo di sicurezza

Il cuore di questo sistema è un dispositivo di allarme visivo e acustico, direttamente collegato al Numero Unico di Emergenza 112 (Nue). Questo collegamento permette l’attivazione immediata delle forze di Polizia in caso di pericolo. L’allerta potrà essere lanciata semplicemente premendo un pulsante di emergenza, da utilizzare esclusivamente in situazioni di grave rischio. Qualora l’attivazione manuale non fosse possibile, gli operatori sanitari potranno contattare telefonicamente il 112 e pronunciare una parola chiave concordata, che permetterà agli operatori del Nue di inoltrare la segnalazione alle forze dell’ordine territorialmente competenti.

Obiettivi e importanza del protocollo

Il protocollo, che avrà una validità di tre anni, mira a migliorare la rapidità degli interventi, assicurare maggiore protezione al personale medico e paramedico e ottimizzare la gestione delle situazioni di rischio e aggressione. Il prefetto Castrese De Rosa ha evidenziato che l’iniziativa nasce in risposta a una grave aggressione avvenuta all’ospedale di Lamezia, sottolineando l’urgenza di una risposta concreta al fenomeno della violenza contro i sanitari e l’integrazione con il “piano di controllo coordinato del territorio”.

Anche il questore Giuseppe Linares ha sottolineato l’importanza del progetto in un contesto di crescente intolleranza e tensione sociale, spesso esacerbato dalla carenza di personale nelle strutture sanitarie. Il colonnello Giuseppe Mazzulla, comandante provinciale dei Carabinieri, ha parlato di un “lavoro di squadra” essenziale per supportare chi si trova a gestire momenti delicati con pazienti o familiari, prevenendo atti di violenza o danneggiamento. Alla firma hanno partecipato anche Simona Carbone, commissario dell’Azienda ospedaliera “Renato Dulbecco”, Antonio Battistini per l’Asp, e Gino Tosi, referente della Centrale Nue 112.

Questo nuovo sistema rappresenta un passo significativo per garantire un ambiente di lavoro più sicuro per gli operatori sanitari, riconoscendo il loro ruolo fondamentale e proteggendoli da un fenomeno che purtroppo è in crescita.