Il decreto Sicurezza diventa ufficialmente legge, dopo l’approvazione definitiva da parte del Senato, che ha votato la fiducia posta dal governo.
Ma il via libera al provvedimento è stato segnato da forti tensioni: in Aula è scoppiata quasi una rissa, mentre le opposizioni hanno inscenato il primo sit-in della legislatura, anticipando le manifestazioni già previste per il weekend contro la guerra a Gaza.
Esulta il Governo
Il governo ha esultato: sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che il vicepremier Matteo Salvini hanno definito la norma un passo avanti per la sicurezza e il decoro urbano. Tuttavia, le forze d’opposizione – Pd, M5s e Avs – hanno denunciato una “umiliazione del Parlamento“, promettendo mobilitazioni anche fuori dall’Aula.
Italia Viva e Azione non partecipano al flash mob
Non hanno partecipato al flash mob né Italia Viva né Azione, pur dichiarandosi contrari al decreto. Ma è stato il leader di Azione, Carlo Calenda, a perdere la calma dopo le dichiarazioni provocatorie di Alberto Balboni (FdI), che ha accusato le opposizioni di “favorire la criminalità organizzata”. La frase ha scatenato una bagarre, con parlamentari delle opposizioni che hanno circondato i banchi dei relatori.
I numeri che hanno portato all’approvazione del decreto
In risposta, Ignazio La Russa, presidente del Senato, inizialmente ha evitato di sospendere la seduta, ma è stato poi costretto a farlo per convocare la Conferenza dei capigruppo. Intanto, la protesta si è estesa anche al tema caldo della riforma della giustizia, in calendario per l’11 giugno, su cui le opposizioni chiedono uno slittamento a settembre.
Il decreto è stato approvato con 109 voti favorevoli, 69 contrari e un astenuto. In segno di dissenso, il capogruppo del M5s Stefano Patuanelli ha abbandonato l’Aula al momento del voto.
Le principali misure
Nel dettaglio, ecco le principali misure contenute nel decreto:
- Terrorismo: nuovi reati legati a istruzioni su esplosivi e sostanze tossiche.
- Accattonaggio minorile: inasprimento delle pene, fino a 5 anni di carcere.
- Criminalità nei pressi di stazioni: introdotta un’aggravante per i reati commessi in o vicino a stazioni e mezzi pubblici.
- Occupazioni abusive: nuovo reato, pene da 2 a 7 anni, con procedura d’urgenza per il rilascio dell’immobile.
- Manifestazioni: pene più severe per danneggiamenti con violenza o minaccia; prevista anche l’arresto in flagranza differita.
- Norma anti No Tav/No Ponte: aggravante per chi ostacola la realizzazione di opere pubbliche strategiche.
- Body cam: uso esteso alle forze dell’ordine in vari contesti operativi.
- Tutela legale: rimborso spese legali per agenti e vigili del fuoco indagati per atti legati al servizio.
- Eco-vandali: fino a 1 anno e mezzo di reclusione e 3.000 euro di multa per chi imbratta beni pubblici.
- Rivolta in carcere e CPR: istituiti nuovi reati per episodi di rivolta e resistenza passiva.
- Armi senza licenza: via libera ad alcuni agenti per portare armi anche fuori servizio.
- Sim telefoniche: per gli stranieri sarà sufficiente un documento d’identità, non più il permesso di soggiorno.
- Servizi segreti: eliminato l’obbligo per la PA di collaborare.
- Blocco stradale: torna ad essere reato penale; pene fino a 6 anni in caso di blocchi collettivi durante manifestazioni.
- Detenute madri: stretta attenuata; il differimento della pena diventa facoltativo e revocabile in caso di rischio recidiva.
- Cannabis light: vietata la compravendita di infiorescenze, olii ed estratti; equiparazione alle sanzioni previste per gli stupefacenti.



