Le città di Corigliano e Rossano, unificate dal 2018, pur non essendo prolifiche fucine di calciatori di altissimo livello, si trovano oggi al centro del dibattito per la successione sulla panchina della Nazionale italiana.
In un contesto calcistico che, a detta di molti, ha smarrito parte dei suoi valori fondanti, il nome di Gennaro Gattuso emerge con forza come possibile traghettatore verso una nuova era.
Gattuso: il ritorno di “Ringhio” per un’Italia che ritrovi il sudore
Rino Gattuso, originario di Schiavonea, frazione di Corigliano, è una figura iconica del calcio italiano, celebre per i successi con il Milan e, soprattutto, con la maglia Azzurra, culminati con la vittoria del Mondiale. Il suo nome, in questi giorni, è quello più accreditato per il ruolo di commissario tecnico, e non è un caso. La sua candidatura viene vista come una potenziale panacea per i mali attuali della Nazionale.
Gattuso porterebbe con sé un “bagaglio culturale unico”, fatto di valori sportivi primari e una profonda conoscenza di cosa significhi indossare la maglia della Nazionale. Un insieme di virtù e ideali da tramandare a una generazione di calciatori spesso percepita come eccessivamente “patinata”, più attenta all’immagine che alla sostanza.
L’attuale momento del calcio italiano, segnato da prestazioni opache, evidenzia la necessità di un forte richiamo all’ordine, al rispetto, all’impegno e al sudore. Con Gattuso, “piagnistei” e atteggiamenti rinunciatari non sarebbero più tollerati; l’attenzione sarebbe focalizzata sull’importanza di un Mondiale, obiettivo sfuggito all’Italia per le ultime due edizioni, e non certo sulle vacanze.
Un derby calabrese per la panchina azzurra: Gattuso contro Tedesco?
Nelle ultime ore, la corsa alla panchina Azzurra sembra trasformarsi in una vera e propria questione calabrese, o per meglio dire, di Corigliano Rossano. Oltre a Gattuso, infatti, si fa strada il nome di Domenico Tedesco, giovane allenatore di 39 anni e attuale CT del Belgio, nato all’ospedale “Giannettasio” di Rossano. Questa circostanza crea un singolare “derby” virtuale tra i due tecnici, entrambi legati al territorio.
Va precisato che, sebbene Gattuso sia uno “schiavoneoto doc”, Tedesco ha un legame più nominale con Rossano, essendo la città il luogo di nascita registrato sui documenti per via dell’ospedale di riferimento. Le sue origini sono a Bocchigliero e la sua carriera, insieme alla cittadinanza, si è sviluppata principalmente in Germania.
Nonostante la “stracittadina” sia solo virtuale, il tifo nella regione, e in particolare a Corigliano Rossano, è ovviamente e palesemente schierato per Gattuso. La sua figura, quella di un uomo dal “cuore grande”, coraggioso e schietto, capace di rimettere in riga un ambiente troppo “naïf”, è percepita come la risposta ideale alle attuali esigenze della Nazionale. L’Italia calcistica, in un momento di evidente difficoltà, sembra aver bisogno proprio di un tecnico carismatico, capace di scuotere e motivare lo spogliatoio.



