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Porto di Catanzaro, i pontili restano sotto sequestro ma si potranno usare: estate appesa a un filo

pontili galleggianti del porto di Lido a Catanzaro restano formalmente sotto sequestro, ma potranno essere utilizzati dai diportisti.

Lo ha stabilito il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di CatanzaroSara Merlini, che ha convalidato il sequestro eseguito dalla Capitaneria di porto lo scorso 10 giugno, disponendo tuttavia la facoltà d’uso per le 170 imbarcazioni attualmente ormeggiate.

Un provvedimento che tiene insieme legalità e buon senso, ma che lascia comunque molti nodi irrisolti, in un contesto già reso caotico dall’avvio della stagione estiva. Adesso tocca al Comune di Catanzaro, custode giudiziario dell’area nella persona del sindaco Nicola Fioritadecidere se e come garantire i servizi necessari al funzionamento dell’infrastruttura portuale.

Abusi e concessioni negate: la lunga querelle Carmar

La vicenda nasce da lontano. Il 16 febbraio 2023 il Comune aveva rilasciato alla società Carmar una concessione demaniale marittima per l’installazione dei pontili galleggianti su un’area di 8.766 metri quadri, con validità biennale. Ma i controlli della Capitaneria, a partire dal 2024, hanno fatto emergere anomalie che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati del titolare della Carmar.

Il 5 novembre 2024 la Capitaneria ha trasmesso una nota al Comune evidenziando “abusi e difformità riscontrate”, invitando Palazzo De Nobili ad attivare l’autotutela amministrativa. Pochi giorni dopo, quando la Carmar ha presentato istanza di rinnovo, è arrivato il no secco del Comune, con tanto di ordine di restituzione dell’area entro 30 giorni.

I sigilli del 10 giugno e la battaglia legale

Il sequestro del 10 giugno è stato l’atto conclusivo della verifica sul rispetto del provvedimento comunale. I militari della Capitaneria, constatando che l’area era ancora occupata, hanno apposto i sigilli, contestando la violazione del codice della navigazione per occupazione abusiva.

La Carmar, attraverso l’avvocato Raffaele Ruocco, ha contestato il sequestro definendolo “illegittimo” e parlando di un vero e proprio “esproprio” nel momento in cui il custode viene individuato nel sindaco della città. Il legale ha anche sollevato dubbi sul rischio di “usura e rovina dei pontili” a causa dell’assenza di manutenzione quotidiana.

Estate a rischio? La palla torna al Comune

Ora la responsabilità torna nelle mani del Comune di Catanzaro, che – in qualità di custode giudiziario – dovrà decidere se assumersi l’onere della gestione diretta dell’area. Per farlo dovrà sanare i rilievi mossi dalla Capitaneria e predisporre una struttura amministrativa e tecnica capace di garantire servizi, manutenzione e sicurezza per tutta l’estate.

Con il Consiglio comunale convocato proprio oggi, il tema sarà inevitabilmente al centro del dibattito politico cittadino. L’impressione è che si andrà verso una soluzione-tampone, ma i margini di manovra sono stretti. Nel frattempo, 170 diportisti aspettano una risposta concreta, mentre il porto rischia l’ennesima estate all’insegna dell’incertezza e dell’improvvisazione.