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Assenteismo all’Arsac di Crotone, Caligiuri: “Siamo parte lesa, ci costituiremo parte civile”

Dopo l’inchiesta della Guardia di Finanza di Crotone, che ha coinvolto una ventina di dipendenti per presunti casi di assenteismo all’interno dell’Arsac, arriva la presa di posizione della Direzione generale dell’ente.

Siamo evidentemente parte lesa – ha dichiarato il direttore generale Fulvia Caligiuri – e per questo motivo ci costituiremo parte civile nel procedimento penale in corso”. L’inchiesta aveva evidenziato comportamenti illeciti da parte di alcuni dipendenti, registrati mentre lasciavano il posto di lavoro senza autorizzazione o risultavano presenti solo sulla carta.

Provvedimenti interni già avviati

Il direttore ha aggiunto: “Non possiamo tollerare comportamenti che danneggiano l’immagine dell’ente e tradiscono la fiducia dei cittadini e degli agricoltori calabresi“. Nel frattempo, ha precisato Caligiuri, l’Arsac ha già avviato i procedimenti disciplinari previsti dal regolamento interno per situazioni di questo tipo.

“Difendiamo chi lavora con passione per la Calabria

La dirigente ha poi voluto tutelare il lavoro onesto e quotidiano della stragrande maggioranza dei dipendenti: “L’Arsac è fatta da persone che ogni giorno lavorano con serietà e passione per sostenere la Calabria produttiva. Non permetteremo che l’impegno di tanti venga oscurato da episodi come questi”.

Caligiuri: “Continueremo a costruire la Calabria che funziona

Siamo qui per valorizzare la Calabria che innova, che guarda al futuro, quella che lavora, produce e cresce – ha concluso Caligiuri –. I risultati degli ultimi anni sono evidenti anche fuori regione. Continueremo a lavorare con ancora più determinazione per rafforzare la fiducia nella nostra amministrazione”.

Venti assenti su ventitré: la domanda sul controllo interno

L’inchiesta sull’assenteismo all’Arsac solleva interrogativi inevitabili sul funzionamento dei controlli interni all’ente. Come è stato possibile che venti dipendenti su ventitré risultassero coinvolti in comportamenti illeciti senza che i dirigenti responsabili rilevassero nulla per mesi?

La questione investe direttamente il tema della vigilanza interna e della catena di comando. In strutture pubbliche con organici ridotti, dove la presenza o l’assenza di personale incide fortemente sull’operatività quotidiana, risulta difficile credere che un’anomalia tanto macroscopica possa passare inosservata. Il caso richiama l’attenzione sull’efficacia degli strumenti di rilevazione delle presenze, ma anche sulla responsabilità gerarchica e gestionale.

Il direttore generale Fulvia Caligiuri ha chiarito che l’Arsac si ritiene parte lesa, annunciando provvedimenti disciplinari. Tuttavia, resta da capire se vi siano state falle strutturali nei sistemi di controllo o se si sia trattato di una vera e propria tolleranza sistemica a livello intermedio. Un chiarimento in questa direzione sarà determinante per ristabilire fiducia e trasparenza nell’ente.