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Un sogno comune: la Sibaritide capitale italiana della cultura, un’opportunità per tutta la Calabria

di Rocco Gentile

Il Consiglio Comunale di Amendolara ha compiuto un passo storico, approvando all’unanimità, con apposita deliberazione immediatamente esecutiva, la proposta di candidare la Sibaritide a Capitale Italiana della Cultura per il 2028. La decisione si riferisce al bando indetto dal Ministero della Cultura, Dipartimento per le attività culturali, la cui scadenza è fissata per il 3 luglio 2025. L’obiettivo generale di questa iniziativa è sostenere, incoraggiare e valorizzare la capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione, la creatività, l’innovazione, la crescita, lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo. Ne ha dato notizia il sindaco amendolarese Maria Rita Acciardi.

Gli obiettivi specifici della candidatura sono molteplici e mirano a un impatto profondo sul territorio. Essi sono orientati al miglioramento dell’offerta culturale, alla crescita dell’inclusione sociale e al superamento del divario culturale. Punteranno al rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociali, nonché allo sviluppo della partecipazione pubblica. Non solo: si cercherà di rafforzare gli attrattori culturali per lo sviluppo di flussi turistici, anche in termini di destagionalizzazione delle presenze. Verrà incentivato l’utilizzo delle nuove tecnologie per un maggiore coinvolgimento delle giovani generazioni e il miglioramento dell’accessibilità, promuovendo l’innovazione e l’imprenditorialità nei settori culturali e creativi. Tutto ciò con l’intento di conseguire risultati sostenibili nell’ambito dell’innovazione culturale e perseguire gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU.

La proposta, così come formulata – ha scritto in una nota l’architetto Acciardi – rivendica la necessità di identità, di radici, di storia comune e di forti e positivi valori condivisi. Non si tratta di una semplice, benché doverosa, rievocazione del nostro glorioso passato, ma di un invito a recuperare l’identità storica dei nostri territori, come popolo, come ambiente, come paesaggio, come coscienza collettiva, come itinerario del cuore e della mente. L’obiettivo è rilanciare tutto questo in una prospettiva di sviluppo sostenibile e di nuovi processi di governance.

In questo vasto territorio si sono avvicendate, e man mano integrate, numerose civiltà: dagli Enotrii e Brettii alla Magna Graecia, dai Romani ai Bizantini, dai Normanni agli Svevi. Civiltà che costituiscono di per sé – si legge ancora nella missiva vergata dal primo cittadino amendolarese – un grande patrimonio e una risorsa spendibile come potente marcatore identitario per vincere storici ritardi e pesanti centralismi provinciali e regionali. Ma anche per una potente spinta propulsiva verso dimensioni sovraregionali, per innescare circuiti economici autopropulsivi e tali da attrarre anche un turismo destagionalizzato, culturale, ambientale e religioso.

L’idea di far concorrere come unione di scopo diverse Comunità va incontro, peraltro, a quanto stabilito dai dettami in materia di coesione territoriale, aggregando aree con storia e vicissitudini materiali ed immateriali comuni. Lo spirito del bando di gara apre alla possibilità di partecipazione di Città metropolitane, Comuni ed Unioni di Comuni (unioni di scopo). In tal senso, l’idea di candidare la Sibaritide (nel passato si era affacciata una tale eventualità, ma mai effettivamente perseguita) con i suoi oltre 50 centri urbani, appare pienamente coerente e foriera di opportunità positive non solo per il territorio interessato ma per l’intera Calabria.

La candidatura – prosegue il documento – si caratterizza come aspirazione, anelito e fervida opportunità di impegno sociale, civile e morale per il riscatto e la rinascita del territorio della Sibaritide. Individua inoltre gli Enti locali che ne fanno parte quali protagonisti di tale straordinaria sperimentazione di governance sociale, culturale ed amministrativa. Vuole essere uno strumento valido al servizio della collettività – ha aggiunto il dirigente della FIGC prestato alla politica attiva – e un’occasione per rompere atavici isolamenti, per significare che dal Meridione d’Italia parte un messaggio di collaborazione e di protagonismo territoriale. Il territorio con le risorse umane che vi sono insediate, non è più uno spazio astratto, ma diventa identità, ovvero risorsa sociale, culturale e produttiva e, quindi, la principale risorsa per lo sviluppo, a partire dai giovani, che costituiscono il nostro maggior patrimonio ed il più significativo investimento per il presente e per il futuro.

La candidatura – ha concluso l’alto dirigente rotariano – può consentirci di superare steccati ideologici, culturali, sociali, confini territoriali, divisioni geografiche ed appartenenze, nella prospettiva del richiamo alle radici culturali comuni, come fertile humus da cui trarre consapevolezza, forza, determinazione, operatività e leadership per la costruzione di processi di sviluppo sociale, economico e culturale e di rinnovata governance.

Naturalmente, è l’auspicio del sindaco Acciardi, a questa forte valenza e significazione della proposta va assicurato il supporto, la presenza, la fidelizzazione, la passione, la voglia di esserci degli Enti locali e della società civile. Si auspica che la deliberazione, inviata a tutti i Comuni dell’area vasta della Sibaritide (Alto e Basso Jonio, Pollino, Arberia, Valle dell’Esaro), abbia l’avallo delle pubbliche Amministrazioni. Che ne individuino il Comune capofila e decidano di intraprendere un percorso comune di condivisione finalizzato all’ottenimento del prestigioso risultato con la collaborazione degli Enti sovracomunali, nonché delle istituzioni scolastiche, sanitarie, delle associazioni di categoria, dei sindacati, dell’imprenditoria, degli ordini professionali e delle associazioni operanti nell’ambito culturale, turistico e sociale della Sibaritide, interpretando in maniera positiva il mutamento dei tempi e la necessità di intraprendere sfide coraggiose ed ambiziose, potendosi peraltro avvalere della recente costituzione della DMO della rete turistica dei Comuni promossa dal sindaco della città di Corigliano Rossano Flavio Stasi.