In un’Italia in cui i fenomeni di bullismo e cyberbullismo continuano a crescere, soprattutto tra gli adolescenti, la Calabria si distingue per una timida controtendenza.
Secondo l’ultimo rapporto Istat sui dati 2023, il Mezzogiorno registra percentuali inferiori rispetto al Nord: qui il 22% dei ragazzi subisce prepotenze in maniera continuativa. Al Sud, la percentuale è leggermente più bassa, ma il disagio giovanile esiste, è sommerso, spesso invisibile.
Il progetto “A Beautiful Mind”
A dare una risposta concreta è il progetto “A Beautiful Mind”, promosso dal Centro Calabrese di Solidarietà e selezionato da Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. L’iniziativa si rivolge a ragazzi tra gli 11 e i 18 anni e alle loro famiglie, con l’obiettivo di prevenire e contrastare situazioni di disagio psicologico, isolamento e violenza tra pari. “Un adolescente su cinque è vittima di bullismo continuativo, l’8% lo subisce più volte a settimana. Il cyberbullismo colpisce il 34% dei giovani”, evidenzia il report Istat.
Il cuore del centro polivalente
Fenomeni che impattano soprattutto la fascia 11-13 anni e i minori stranieri, in particolare di origine rumena e ucraina. In questo scenario, emerge il valore delle reti familiari. La ministra Eugenia Roccella ha sottolineato come, al Sud, la tenuta dei legami parentali rappresenti una forma spontanea di welfare: “Ma non basta – ha aggiunto – serve un vero welfare di prossimità, con centri per la famiglia e presidi educativi diffusi sul territorio”.
Una visione che “A Beautiful Mind” ha anticipato, creando a Catanzaro uno spazio educativo non medicalizzato. Il cuore del progetto è il Centro diurno in via Fontana Vecchia, all’interno del Centro Polivalente comunale. Da settembre aprirà tre pomeriggi a settimana, offrendo attività culturali, supporto allo studio e percorsi di crescita personale, grazie all’affiancamento di una équipe multiprofessionale.
Il sociologo Andrea Barbuto: “Serve una Calabria che protegga il potenziale dei ragazzi anche quando vacillano”
“È fondamentale che anche le famiglie abbiano strumenti per leggere i segnali del disagio e intervenire per tempo”, spiega il sociologo Andrea Barbuto, coordinatore del progetto. Oltre al lavoro diretto con i ragazzi, il progetto coinvolge genitori, docenti, educatori e operatori sociali con percorsi formativi mirati, puntando a creare una comunità educante più consapevole e pronta a intervenire. A sostenere l’iniziativa anche l’assessorato comunale alle Politiche sociali, le scuole del territorio e l’Unità di Neuropsichiatria Infantile dell’Asp di Catanzaro.
“A Beautiful Mind” si candida così a diventare un modello stabile e replicabile, che guarda oltre l’emergenza e costruisce relazioni di fiducia e ascolto.
“Oggi serve una comunità che non lasci soli i più giovani. Una Calabria che riconosca e protegga il potenziale di ogni ragazzo, anche quando vacilla”, conclude Barbuto.



