HomeCronacaOrrore in carcere, tre agenti indagati...

Orrore in carcere, tre agenti indagati per le ustioni al killer di Denisa: c’è anche un calabrese

Tre agenti del penitenziario di Prato, tra cui uno di origine cosentina,  sono finiti sotto indagine da parte della Procura locale, accusati di rifiuto di atti d’ufficio e lesioni colpose.

L’accusa si riferisce a un’agghiacciante aggressione avvenuta il 6 giugno scorso all’interno del carcere, dove Vasile Frumuzache, reo confesso dei brutali omicidi di Ana Maria Andrei e Denisa Maria Adas, è stato ustionato con olio bollente.

L’episodio assume contorni ancora più gravi considerando che l’aggressione è avvenuta nonostante precise direttive della Procura al comandante del carcere per garantirne la sicurezza.

L’aggressione scioccante e le mancate precauzioni

Secondo quanto emerso dalle indagini, il 6 giugno, un altro detenuto sarebbe stato “lasciato del tutto libero di versargli un pentolino di olio bollente, intriso di un bicchiere di zucchero, sul volto e sugli arti”, provocando a Frumuzache gravi ustioni.

La dinamica solleva interrogativi inquietanti sulla vigilanza e sulle misure di sicurezza all’interno della struttura penitenziaria.

Il fatto che l’aggressione sia avvenuta nonostante le esplicite indicazioni della Procura di Prato, che aveva precedentemente impartito direttive al comandante del carcere proprio per assicurare l’incolumità di Frumuzache, rende la posizione degli indagati particolarmente delicata.

La Procura di Prato avvia interrogatori

Gli agenti coinvolti saranno presto interrogati dalla Procura di Prato. Le accuse di rifiuto di atti d’ufficio suggeriscono che, pur essendo a conoscenza della potenziale vulnerabilità del detenuto o avendo ricevuto precise istruzioni, non avrebbero adottato le misure necessarie a prevenire l’aggressione.

Le accuse di lesioni colpose derivano direttamente dalle ustioni subite da Frumuzache, che indicano una negligenza nel garantire la sua incolumità fisica all’interno dell’istituto penitenziario. L’inchiesta mira a fare piena luce sulle responsabilità e sulle eventuali omissioni che hanno permesso un episodio di tale violenza in un ambiente che dovrebbe essere controllato.