Una denuncia coraggiosa di un gruppo di madri di Bergamo ha scoperchiato un problema che riguarda l’intero Paese: la mancanza di servizi adeguati per i bambini disabili nei centri estivi.
Secondo le testimonianze, raccolte in video-denunce diffuse pubblicamente, le famiglie sono costrette a scegliere tra spese ingenti per l’assistenza privata o l’abbandono del lavoro per seguire i figli.
Emergenza centri estivi: “Servizi inadeguati e famiglie abbandonate“
Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani parla di un quadro drammatico: copertura educativa insufficiente, contributi economici irrisori, mancanza di educatori specializzati e continuità scolastica assente. “Una violazione palese dei diritti sanciti dalla Convenzione Onu sulla disabilità e dall’articolo 3 della Costituzione italiana“, afferma il presidente Romano Pesavento.
Inclusione non negoziabile: le richieste del Cnddu
Il Coordinamento chiede con urgenza: un fondo nazionale vincolato per garantire educatori specializzati, revisione delle misure regionali, standard minimi nazionali per i centri estivi, monitoraggi annuali con dati pubblici e coinvolgimento delle famiglie nella programmazione.
“La disabilità non va in vacanza”: un diritto da garantire tutto l’anno
Il Cnddu ricorda che ogni bambino ha diritto a spazi educativi e relazionali qualificati, in ogni periodo dell’anno. “L’inclusione non è una concessione: è un principio inderogabile dello Stato democratico. Serve un impegno concreto per non lasciare indietro nessuno”.



