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Festa patronale sottotono a Lamezia Terme: il silenzio assordante dei fuochi d’artificio amareggia i fedeli

“Un’onda di profondo rammarico e tristezza ha pervaso la città di Lamezia Terme ieri, durante e dopo la solenne processione in onore dei santi patroni Pietro e Paolo.”

A denunciarlo è Paolo Di Matteo, coordinatore regionale di Exit per la Sovranità, il quale ha espresso il suo “sgomento per l’assenza dei tradizionali fuochi d’artificio, sia all’uscita dei simulacri dal Duomo che al loro rientro in Cattedrale. Uno spettacolo che, da anni, è parte integrante della cornice di festa che accompagna l’evento”.

Un “silenzio assordante” che fa rumore in città

“Lo stesso rammarico è stato dei numerosi fedeli che hanno partecipato con fede e devozione alla festività –   ha aggiunto Di Matteo – . L’assenza dello spettacolo pirotecnico ha creato un “silenzio assordante, un ossimoro che, paradossalmente, ha generato un grande clamore in città. Questa mancanza ha colpito profondamente i cittadini, molto attaccati alle proprie tradizioni e abituati a celebrare la festività con l’esplosione di luci e colori nel cielo”.

Interrogazione al neo sindaco: la città chiede spiegazioni

Di fronte a questa inaspettata assenza, Di Matteo ha deciso di rivolgersi direttamente al neo sindaco Mario Murone. Sebbene il primo cittadino non sia ritenuto responsabile dell’accaduto, è l’unica figura istituzionale che, secondo Di Matteo, “potrà fornire una spiegazione esaustiva ai cittadini e ai tanti fedeli. La comunità attende risposte su una scelta che ha privato la festa di uno dei suoi elementi più caratteristici e sentiti, lasciando un’ombra di delusione su un evento di grande valore religioso e sociale”.