HomeSanitàGuardia medica chiusa per ferie nel...

Guardia medica chiusa per ferie nel quartiere Santa Maria a Catanzaro: “Sanità al collasso, intervengano Asp e Occhiuto”

Scoppia la polemica sulla chiusura temporanea della guardia medica nel quartiere di Santa Maria, uno dei più popolosi della città. A denunciare il caso, attraverso una nota stampa, sono i consiglieri comunali Antonio Barberio e Giovanni Costa, che parlano senza mezzi termini di una sanità territoriale allo sbando.

Centinaia di utenti senza assistenza medica

Secondo quanto comunicato dai due esponenti politici, il servizio di continuità assistenziale è rimasto inoperativo per tre giorni consecutivi: dalla notte di venerdì scorso fino alle 8 del mattino di martedì 1 luglio.

Il motivo? Nessun medico disponibile a coprire i turni previsti. Un semplice avviso affisso all’ingresso della struttura ha informato l’utenza della sospensione del servizio, lasciando centinaia di cittadini senza alcuna forma di assistenza medica.

“Se anche la guardia medica va in ferie, allora siamo al capolinea”, affermano Barberio e Costa. “Anziani, malati cronici, soggetti fragili sono stati abbandonati a loro stessi, con la sola opzione di rivolgersi a un pronto soccorso già al limite, oppure di rinunciare alle cure”.

“Sanità pubblica in crisi strutturale”

I consiglieri puntano il dito contro l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, accusata di una gestione passiva del problema: “Si è limitata a comunicare formalmente al sindaco Nicola Fiorita la sospensione del servizio, senza alcun piano di emergenza o soluzione alternativa. È l’ennesimo segnale di una sanità pubblica in crisi strutturale”, denunciano. “La fuga dei medici dal sistema sanitario pubblico è diventata un fenomeno costante, e nulla viene fatto per contrastarla”.

L’appello, urgente e diretto, è rivolto sia all’Asp che al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, in qualità di Commissario ad acta per la sanità: “Serve un intervento immediato, sia per trovare soluzioni urgenti, sia per avviare una riforma strutturale della medicina territoriale. Se non si agisce ora, domani potrebbe essere davvero troppo tardi”.