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Ponte sullo Stretto, Salvini in Giappone: siglato accordo con Tokyo per la collaborazione sui grandi ponti

Nel corso di un’importante missione in Giappone, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha firmato un Memorandum di collaborazione tecnica con il ministro giapponese dei Trasporti Hiromasa Nakano.

L’intesa, di ampio respiro, tocca diversi ambiti – dalla mobilità ferroviaria alla gestione delle risorse idriche – ma il focus principale resta la cooperazione per la costruzione e manutenzione dei ponti a campata unica.

Il cuore della visita è stato il sopralluogo al celebre ponte di Akashi-Kaikyō, il secondo ponte sospeso più lungo al mondo, che con i suoi 1.991 metri di campata centrale rappresenta un punto di riferimento ingegneristico globale. Proprio questa struttura è diventata, simbolicamente e tecnicamente, il modello per il futuro ponte sullo Stretto di Messina.

Il ponte sullo Stretto: “entro l’estate l’approvazione definitiva”

Durante la visita, Salvini ha ribadito con forza l’intenzione del governo italiano di accelerare il progetto del ponte tra Sicilia e Calabria, spiegando che entro l’estate si attende l’approvazione definitiva per avviare finalmente i lavori. Il ministro ha sottolineato come si tratti di un’opera attesa da oltre un secolo, che ha il potenziale per rilanciare il Sud, creare migliaia di posti di lavoro, e diventare un simbolo di eccellenza dell’ingegneria italiana nel mondo.

“Il ponte sullo Stretto non è solo un’infrastruttura, è una visione. Sarà più lungo di Akashi, e l’Italia potrà superare i record di Giappone, Cina e Turchia. Ma soprattutto porterà sviluppo e coesione a un territorio che ha bisogno di essere unito, non solo fisicamente ma anche economicamente e socialmente”.

Il ponte giapponese – alto 282 metri, lungo quasi 4 chilometri – è un risultato di altissima tecnologia e resistenza sismica, ed è diventato una fonte diretta di ispirazione per il progetto italiano, non solo nella forma ma anche nella logica costruttiva e nella gestione futura.

Collaborazione Italia-Giappone anche sul fronte tecnico e industriale

Se il ponte resta il simbolo della missione, l’accordo firmato a Tokyo prevede anche forme di scambio tecnico tra aziende italiane e giapponesi, con possibilità di partnership nei settori delle costruzioni, delle infrastrutture ferroviarie e dell’edilizia sostenibile. Salvini ha incontrato rappresentanti di imprese giapponesi interessate a investire nel nostro Paese e ha sottolineato come il governo voglia aprire spazi anche alle aziende italiane in Giappone.

“I ponti uniscono”: l’Italia guarda all’Est con concretezza

Nel corso della visita al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka, il ministro ha ribadito un concetto simbolico e operativo al tempo stesso: “I ponti avvicinano, non solo fisicamente, ma culturalmente ed economicamente. Il ponte sullo Stretto sarà l’opera che finalmente farà dialogare il Mezzogiorno con il resto d’Italia e d’Europa”.

Il viaggio di Salvini in Giappone si concluderà domani con una visita istituzionale al ponte di Akashi, a conferma di un gemellaggio ideale e tecnico tra due grandi infrastrutture, capaci di rappresentare un ponte anche tra continenti e visioni ingegneristiche.