È stato bloccato all’alba del 10 luglio in un’abitazione appartata di Scalea, sulla costa tirrenica calabrese, un uomo considerato vicino al clan Mazzarella, storico sodalizio criminale napoletano.
L’arresto è avvenuto grazie a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Le accuse rivolte all’uomo
L’uomo è accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, oltre che di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, in concorso con altri. Le accuse derivano da un’articolata inchiesta investigativa portata avanti tra il 2022 e il 2023 dalla Squadra Mobile di Napoli, sotto il coordinamento della DDA partenopea.
Le indagini hanno fatto luce sulla struttura criminale del clan e sulle sue ramificazioni operative, attive sia nel capoluogo campano che nell’hinterland napoletano. L’uomo, che risultava da tempo legato all’organizzazione mafiosa, era riuscito a far perdere le proprie tracce.
Ma gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza, incaricati di eseguire il fermo, hanno seguito a lungo i suoi spostamenti. Per settimane si sono confusi tra i vacanzieri della località balneare, conducendo appostamenti mirati anche di notte, fino a individuarlo in un appartamento discreto, dove cercava di passare inosservato.
Ricercato catturato all’alba con un blitz
Il blitz è scattato all’alba e ha portato alla cattura del ricercato, che ora si trova in carcere in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Come stabilito dalla legge, si ricorda che il provvedimento è stato emesso nella fase iniziale del procedimento penale, e che nei confronti dell’arrestato vige la presunzione di innocenza fino a una possibile condanna definitiva.



