Le truffe telematiche rappresentano una vera e propria piaga in Italia, posizionandosi come il secondo reato più denunciato a livello nazionale.
Nel 2023 si sono registrati oltre 300.000 casi, con un preoccupante aumento del +10,3% rispetto all’anno precedente. Questo incremento è strettamente legato alla crescente digitalizzazione del Paese, con oltre il 90% della popolazione italiana ormai connessa alla rete.
Tuttavia, in questo scenario allarmante, emerge un dato sorprendentemente positivo per la Calabria. Una ricerca condotta da Truffa.net, basata sui dati di Istat, Il Sole 24 Ore e Confartigianato, rivela che la regione si distingue per una notevole resilienza territoriale.
La Calabria si distingue nella lotta alle truffe
La Calabria si posiziona al diciassettesimo posto nella classifica delle regioni italiane più colpite dalle truffe online, con un punteggio combinato di 537 punti. Questo dato è frutto di una media normalizzata tra l’incidenza delle truffe informatiche (denunce ogni 100.000 abitanti) e la crescita percentuale tra il 2019 e il 2023. Ciò indica una situazione decisamente migliore rispetto a regioni come la Toscana, il Piemonte, la Lombardia, il Veneto e il Lazio, che primeggiano per volume di denunce.
Ancor più significativo è il fatto che nessuna provincia calabrese compare nella top 20 nazionale per incidenza o crescita delle frodi. Un contrasto netto con la Toscana, che detiene il primato sia tra le regioni che tra le province, con Livorno al primo posto nella classifica delle province più colpite. Questa assenza suggerisce una maggiore consapevolezza o l’efficacia di strategie preventive nel territorio calabrese.
Le tipologie di truffe più diffuse e la classifica delle province
A livello nazionale, le tipologie di raggiro più comuni rimangono il phishing, smishing e vishing, responsabili del 55% delle denunce (oltre 160.000 casi). Seguono le truffe da marketplace, che sfruttano le false vendite online e rappresentano il 20% dei casi (60.000 denunce). Questi schemi dimostrano una crescente sofisticazione degli attacchi, capaci di ingannare una vasta fetta della popolazione.
Nella classifica delle dieci province più colpite, dominano realtà del centro-nord, con Livorno in testa seguita da Rieti, Monza e Brianza, Verona e Grosseto. La classifica evidenzia come alcune aree siano particolarmente vulnerabili, sia per l’alta incidenza di denunce che per la rapida crescita del fenomeno.
Prospettive e sfide future
Nonostante l’allarmante aumento delle truffe a livello nazionale, l’Italia mantiene una solida posizione a livello globale nella sicurezza informatica, classificandosi quinta nel National Cyber Security Index. Tuttavia, la costante escalation delle denunce e la disparità regionale, con la Calabria che si distingue positivamente, sottolineano l’importanza di una vigilanza costante, di un’efficace prevenzione e di una maggiore educazione digitale per tutti i cittadini e le realtà economiche. Solo così sarà possibile proteggere un ecosistema online sempre più vasto e complesso.



