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“Allerta” Cinquestelle da Bruxelles: “Calabria sacrificata per il riarmo, stop ai fondi europei per il sud”

Un’allerta risuona da Bruxelles, lanciata congiuntamente da Valentina Palmisano e Pasquale Tridico, europarlamentari del Movimento Cinque Stelle.

Secondo le loro dichiarazioni, il Sud Italia, e la Calabria in particolare, si preparano a pagare un “prezzo salatissimo” a causa della proposta di riforma della politica di coesione contenuta nella bozza di bilancio pluriennale che la Commissione europea presenterà ufficialmente domani.

Una mossa che, se confermata dalle indiscrezioni, segnerebbe un duro colpo per il Mezzogiorno.

Fondi europei in bilico: addio acronimi?

Le modifiche previste sono drastiche: spariranno acronimi familiari come Por, Pac, Fesr, Fse. Dietro queste sigle si celavano finanziamenti e opportunità concrete per le Regioni del Mezzogiorno e i suoi cittadini. La Commissione europea intenderebbe accorpare tutti questi fondi in un unico Fondo, ma a caro prezzo: togliere la possibilità di spesa diretta alle Regioni e, contemporaneamente, tagliare l’assegno complessivo destinato agli Stati membri.

Il dirottamento delle risorse: l’accusa pesante

L’accusa più pesante mossa dal M5S è che una parte consistente di quei fondi verrebbe dirottata per il riarmo. “Cancellare la politica di coesione per finanziare una guerra è una vergogna assoluta che combatteremo in ogni sede istituzionale,” dichiarano senza mezzi termini Palmisano e Tridico. Una scelta che, a loro dire, tradisce i principi stessi della coesione territoriale in favore di priorità militari.

La battaglia politica e le “impronte digitali”

Gli europarlamentari non esitano a puntare il dito: sul bilancio pluriennale, affermano, ci sono le “impronte digitali” di Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione, del Commissario Raffaele Fitto, che ha proprio la delega alla Politica di coesione, e di tutte quelle forze politiche che sostengono le loro scelte. Una denuncia che preannuncia una battaglia politica accesa a livello europeo sulla futura destinazione dei fondi e sul destino delle regioni più svantaggiate.