I depositi costieri di Vibo Marina fanno sempre più paura. Un timore che diventa angoscia dopo gli incidenti di Calenzano e, soprattutto, dopo la drammatica esplosione di un distributore di carburante a Roma, che ha provocato oltre 45 feriti, alcuni dei quali in condizioni gravissime.
In riva al mare, a pochi passi dagli ombrelloni e dalle abitazioni, i serbatoi della Meridionale Petroli sono circondati da quattro stabilimenti balneari. Una bomba a orologeria. E adesso i cittadini dicono basta.
Il sindaco Romeo: “Devono andare via, subito”
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi questa mattina, il sindaco Enzo Romeo ha ribadito con fermezza la volontà di spostare i depositi. E lo ha fatto rispondendo anche alla recente mossa della Meridionale Petroli, che ha chiesto all’Autorità del sistema portuale di Gioia Tauro la proroga dell’atto concessorio per altri 20 anni.
“La popolazione non vuole più convivere con questo pericolo a poche centinaia di metri dalle loro case – ha detto Romeo –. Vanno trasferiti con la massima urgenza. La drammatica esplosione di Roma è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. Se una semplice pompa di benzina può provocare un simile disastro, non oso immaginare cosa potrebbe accadere qui a Vibo Marina“.
L’unanimità del Consiglio comunale
Il Consiglio comunale di Vibo Valentia ha già votato all’unanimità un ordine del giorno che chiede con forza la delocalizzazione degli impianti. Una posizione politica chiara, che si salda con l’indignazione crescente dei cittadini. “La battaglia è di tutti – ha ribadito Romeo –. E quanto accaduto a Roma rafforza in me la convinzione che i depositi della Meridionale Petroli devono essere delocalizzati con la massima urgenza. È una priorità assoluta per la sicurezza del territorio”.
Oltre all’aspetto della sicurezza ambientale, il tema dei depositi tocca anche la dimensione economica e fiscale: la proroga concessoria richiesta dalla Meridionale Petroli sottrarrebbe risorse e opportunità al Comune di Vibo, che punta a una riconversione turistico-commerciale del porto.
Sì alla delocalizzazione: “Serve il coraggio della politica”
“Registriamo con soddisfazione le prime dichiarazioni del Sindaco Romeo sulle recenti novità che riguardano la delocalizzazione dei depositi costieri insistenti nell’area portuale di Vibo Marina; e di cui ne apprezziamo la determinazione“. Si legge in una nota del gruppo consiliare Democratici e Riformisti. “Siamo completamente d’accordo, come del resto già manifestato nella pertinente delibera di Consiglio comunale, che la più grande infrastruttura portuale del Basso Tirreno abbandoni la destinazione industriale per dar corso ad una sua complessiva riconversione turistico-commerciale“.
Lo spostamento dei depositi, inoltre, inciderà direttamente anche sulle casse dell’Ente, favorendo il successivo processo di declassificazione del Porto e consentendo la partecipazione del Comune alle entrate che esso produce in termini di concessioni. Una misura che favorirebbe un maggior gettito per un Ente che ha urgente bisogno di entrate costanti per affrontare spese e investimenti oggi legati esclusivamente a fonti extra-comunali.
“Sosterremo in questo percorso, con la necessaria determinazione, il Sindaco Romeo, condividendo la necessità di chiamare a responsabilità la Regione Calabria, grande assente sul tema in tutti questi anni, e se necessario anche il competente Ministero. Siamo convinti che la volontà unanime dell’articolazione periferica dello Stato non possa essere trascurata, e certi che il raggiungimento dell’obiettivo rappresenti la vera speranza di sviluppo per l’intero territorio, con effetti favorevoli anche sull’occupazione che il settore turistico può generare con una seria programmazione”, conclude la nota del gruppo consiliare.
Sindacati esclusi dal confronto: la denuncia di CISL e FIT CISL
Grave l’esclusione delle organizzazioni sindacali dalle interlocuzioni sul futuro dello stabilimento Meridionale Petroli di Vibo Marina. A denunciarlo sono Daniele Gualtieri, segretario generale della CISL Magna Grecia, e Vincenzo Pagnotta, segretario generale della FIT CISL Calabria, che esprimono sconcerto per aver appreso da una semplice conferenza stampa del sindaco Enzo Romeo dell’avvenuto incontro con l’Autorità Portuale. I sindacati chiedono garanzie su occupazione e tutele, e invocano un tavolo tecnico immediato, trasparente e partecipato.
«Ogni trasformazione del porto – ribadiscono – deve tenere conto delle ricadute su lavoratori, famiglie e comunità, nel rispetto della sicurezza, dell’occupazione e dello sviluppo sostenibile».



