HomeCostume & SocietàEducare i ragazzi alla rivoluzione digitale:...

Educare i ragazzi alla rivoluzione digitale: la nuova materia scolastica proposta al Governo

Nell’era della rivoluzione digitale, dominata da nuovi media, social network e l’avanzare dell’Intelligenza Artificiale, emerge con forza la necessità di dotare le nuove generazioni degli strumenti critici per navigare in un panorama comunicativo sempre più complesso. È con questa consapevolezza che il giornalista Biagio Maimone, Direttore della Comunicazione dell’associazione “Bambino Gesù del Cairo”, ha deciso di sottoporre al Governo italiano una proposta ambiziosa: l’introduzione della Comunicazione e Linguaggio come nuova materia d’insegnamento, a partire dalla scuola dell’obbligo.

La finalità di questa proposta è chiara e urgente: educare gli studenti a riconoscere l’importanza che la comunicazione riveste nelle relazioni umane, come le influenzi e ne determini la natura. In un contesto in cui, come sottolinea Maimone, “alcuni media, i social ancor di più, veicolino messaggi i cui contenuti sono pervasi dalla violenza e dall’odio sociale, nonché dall’intento di screditare e porre sul rogo chi ritengono essere un avversario”, diventa imprescindibile fornire ai più giovani gli strumenti per affrontare i nuovi linguaggi tecnologici con un’adeguata formazione, sapendo contrastare fenomeni dilaganti come il cyberbullismo e l’incitazione all’odio.

Maimone è convinto che l’epoca attuale stia assistendo all’affermarsi di una subcultura della comunicazione che rischia di impoverire sempre più la relazione umana, veicolando spesso messaggi diseducativi. Egli riafferma che la parola è il fondamento dei significati vitali dell’esistenza umana, con il compito primario di interpretare la vita e di incentivare i processi vitali della società. Per questo motivo, il linguaggio deve essere umanizzante, dialogante e non conflittuale.

Di fronte a una distorta concezione del linguaggio, usato come arma di offesa, strumento di diffusione di fake news, menzogne e distorsioni della conoscenza, un intervento educativo sul valore del linguaggio e della comunicazione nelle sue svariate declinazioni non è più rimandabile. Con l’avvento dei social, siamo tutti esposti a una serie infinita di notizie, molte delle quali diseducative. Si rende necessario un intervento mirato, sin dalla più tenera infanzia, che consenta ai bambini e, di conseguenza, agli adulti, di discernere i contenuti che diffondono “il male” da quelli che promuovono “il bene” per l’individuo e la società.

“Siamo di fronte ad una svolta epocale che vedrà anche l’avvento di nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale, che devono essere governate attraverso una sapiente opera educativa della collettività, a partire dall’infanzia, per evitare danni irreparabili che possano scaturire da uno sviluppo selvaggio ed incontrollato di tali tecnologie,” afferma Maimone.

L’obiettivo è dar corso a un processo pedagogico che, partendo dalle scuole elementari, educhi i bambini a discernere i valori dai disvalori generati da una comunicazione selvaggia, spesso affidata all’arbitrio di chi trae vantaggio dall’inganno e dal proliferare del pensiero superficiale, che genera odio sociale, bullismo e cyberbullismo.

Insegnare il valore che riveste la parola per creare la relazione umana deve essere un compito primario della scuola e delle Istituzioni. Solo così, secondo Biagio Maimone, si potrà sviluppare e affermare una filosofia della vita che ponga al centro l’amore, il dialogo, la gentilezza, le belle maniere e il gesto fraterno, pilastri del progresso umano. “Affidiamo il destino dell’umanità all’opera educativa che pone al centro l’educazione delle coscienze attraverso l’insegnamento dell’arte comunicativa, del linguaggio creativo per eccellenza, che apre le porte alla conoscenza profonda ed autentica della vita interiore ed esteriore dell’essere umano,” ha auspicato Maimone, che formalizzerà il progetto in fase di stesura consultando l’Ordine dei Giornalisti.