Il Parco Nazionale della Sila e la Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) hanno rinnovato la propria collaborazione scientifica e operativa attraverso la firma di un terzo protocollo d’intesa triennale. L’accordo, siglato dal direttore dell’ente parco, l’architetto Ilario Treccosti, e dal direttore generale della Lipu, il dottor Camillo Danilo Selvaggi, punta alla conservazione degli habitat e delle popolazioni di uccelli presenti nel territorio della Sila, con una particolare attenzione alle specie di interesse comunitario e conservazionistico.
La firma dell’intesa è avvenuta nei giorni scorsi a Lorica di San Giovanni in Fiore, presso la sede dell’ente parco, in un incontro che ha visto la partecipazione del direttore Treccosti e del coordinatore del Gruppo Locale di Conservazione 121 Sila (Glc Lipu Sila), il dottor Gianluca Congi. Sarà proprio questa realtà territoriale, una delle più attive a livello nazionale, a dare attuazione pratica al protocollo attraverso una serie di attività sul campo che spaziano dallo studio e monitoraggio scientifico alla sorveglianza attiva contro le potenziali minacce ambientali, fino alla divulgazione scientifica.
L’importanza strategica della Sila e la sua ricchezza faunistica
Il territorio del Parco Nazionale della Sila si distingue per una straordinaria diversità di specie e habitat, frutto di una complessa storia geologica e di una notevole varietà di condizioni ecologiche. Queste caratteristiche uniche collocano l’area silana tra le regioni prioritarie per il Global 200 e ne fanno una Key Biodiversity Area riconosciuta all’interno del bacino del Mediterraneo. Il parco ricopre un ruolo di primo piano nel connettere la Rete Ecologica Regionale con i sistemi nazionali ed europei, in perfetta coerenza con gli obiettivi di tutela previsti dalle Direttive europee Uccelli e Habitat, oltre che dalle normative nazionali e regionali.
Il microclima particolare della Sila e la presenza di vaste aree boscose favoriscono la nidificazione di specie ornitiche che qui trovano il limite meridionale del proprio areale di riproduzione europeo, formando popolazioni talvolta isolate dal resto del continente. In particolare, l’area della Sila Grande soddisfa pienamente i requisiti per l’individuazione delle Important Bird and Biodiversity Area (IBA). All’interno della IBA numero 148, che coincide con la Zona di Protezione Speciale Sila Grande, si riproducono specie di grande rilevanza tutelate dall’allegato I della Direttiva Uccelli, tra cui il Falco pecchiaiolo, la Balia dal collare, il Picchio nero, il Picchio rosso mezzano, la Tottavilla e il Calandro.
Il ruolo centrale del Gruppo Locale di Conservazione 121 Sila
La collaborazione tra l’ente parco e la Lipu vanta una storia consolidata, rafforzata in passato da altri due protocolli d’intesa. L’efficacia di questa sinergia si deve in larga parte all’impegno costante del Gruppo Locale di Conservazione 121 Sila. Questa rete di volontari e specialisti è nata anche grazie al progetto europeo LIFE Net pro Net, coordinato in passato dalla Lipu con il sostegno della Commissione Europea e della Fondazione Cariplo, mirato a creare presidi locali per il monitoraggio dei siti della Rete Natura 2000.
Negli ultimi anni, il Glc Sila ha conseguito importanti risultati sul territorio della riserva della biosfera MaB Sila. L’azione del gruppo si è tradotta in monitoraggi annuali accurati, pubblicazioni scientifiche, partecipazione a congressi nazionali e internazionali e una costante attività di segnalazione di potenziali rischi ambientali agli enti competenti. A queste attività di ricerca si affianca una costante opera di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza e ai visitatori, realizzata anche attraverso eventi internazionali di birdwatching e la promozione di buone pratiche agricole e forestali necessarie alla salvaguardia degli habitat naturali.



