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Sentenza “Rimborsopoli” a Reggio Calabria, Sandro Principe tra gli assolti

È arrivata intorno alle 12:50 di oggi, 18 luglio 2025, la sentenza che ha catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica calabrese per quasi un decennio: il verdetto sul maxiprocesso Rimborsopoli del Consiglio Regionale della Calabria. Il Tribunale di Reggio Calabria, presieduto da Silvia Capone, ha pronunciato le condanne di primo grado, frutto dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, che ha fatto luce sui presunti illeciti nella gestione dei rimborsi ai gruppi consiliari della legislatura 2010-2012.

Il processo ha visto alla sbarra decine di imputati, accusati a vario titolo di reati legati alla gestione dei fondi pubblici. La sentenza segna un punto fermo in una vicenda che ha profondamente segnato la politica regionale.

Le Condanne: Luigi Fedele 5 anni di reclusione (assolto dal reato a lui ascritto al capo C), perché il fatto non sussiste) e dichiarato il non doversi procedere in ordine alle condotte nella parte restante dei capi A) e D), perché estinti per intervenuta prescrizione); Gianni Nucera 4 anni (dichiarato il non doversi procedere in ordine alla restante condotta ascritta al capo D) e al delitto ascritto al capo E), perché estinti per intervenuta prescrizione); Pasquale Maria Tripodi 3 anni e 6 mesi (dichiarato il non doversi procedere in ordine al capo F) e alla restante condotta ascritta al capo G), perché i reati sono estinti per intervenuta prescrizione); Alfonso Dattolo 4 anni e 8 mesi (assolto dai reati ai capi H), limitatamente ai rimborsi erogati a Raso Giovanni Antonio, e J), perché il fatto non sussiste); Giovanni Bilardi 4 anni e 8 mesi (assolto in ordine ai reati ai capi K bis) e M), perché il fatto non sussiste); Carmelo Trapani 3 anni e 6 mesi (dichiarato il non doversi procedere in ordine alle restanti condotte al capo K), perché il reato è estinto per intervenuta prescrizione).

Le Assoluzioni: Il tribunale ha assolto: Raso Giovanni Antonio; Grillo Alfonsino; De Gaetano Antonino; Aiello Ferdinando; Ciconte Vincenzo Antonio; Loiero Agazio; Bova Giuseppe; Adamo Nicola; Tripodi Pasquale Maria (limitatamente al capo CC)); De Masi Emilio; Principe Sandro; Amato Pietro; Battaglia Demetrio; Censore Bruno; Franchino Mario; Maiolo Mario ; Guccione Carlo; Scalzo Antonio; Sulla Francesco «perché il fatto non sussiste». Reato prescritto per Diego Fedele.