Una serata speciale ha animato Piazza Mario Dodaro (Largo degli Aquiloni) a Castrolibero mercoledì 23 luglio, dove una folla entusiasta ha gremito lo spazio per la presentazione del libro “Io sono libero” dell’ex Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti. Il volume, che vanta una prefazione di Gianfranco Fini ed è edito da Pellegrini (presente tra il numeroso pubblico), ha trasformato la piazza in un vivace forum di confronto su temi cruciali, in particolare la riforma della giustizia e il piano carceri, argomenti di stringente attualità.
Il dibattito, coordinato dal giornalista Massimo Clausi, ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama politico e giudiziario. Dopo i saluti istituzionali l’Assessore alla Cultura del Comune di Castrolibero, Nicoletta Perrotti, ha introdotto gli illustri ospiti.
Sul palco si sono alternati il Senatore della Repubblica Fausto Orsomarso, il Presidente della Delegazione Italiana dell’Assemblea Parlamentare NATO Lorenzo Cesa, il magistrato Luca Palamara (in video collegamento), la Vice Segretaria Federale Italia del Meridione Giovanna D’Ingianna, ed il sindaco Orlandino Greco. Durante la serata, sono stati approfonditi i temi trattati nel libro, che contiene un’intervista a Scopelliti curata da Franco Attanasio. Ogni relatore ha offerto la propria prospettiva sul volume, trasformando la presentazione in un’occasione per discutere nodi fondamentali come la giustizia, la libertà, i diritti e le responsabilità istituzionali.
L’attualità dei temi è stata particolarmente sottolineata. Proprio in questi giorni, infatti, la riforma della giustizia ha visto un passaggio fondamentale con il via libera del testo arrivato dal Senato, dopo quello già garantito dalla Camera. Adesso, in autunno, saranno messe in calendario le letture confermative dei due rami del Parlamento, prima del preannunciato referendum che dovrebbe svolgersi nella primavera del 2026.
Inoltre, il Consiglio dei Ministri il 22 luglio ha dato l’ok a un pacchetto di interventi nell’ambito di giustizia, edilizia penitenziaria e trattamento dei detenuti con dipendenze. Le misure, presentate dai Ministri competenti, puntano a rendere maggiormente efficiente il sistema giudiziario, gestire la questione del sovraffollamento carcerario e favorire iter di recupero per i detenuti più fragili. Prevista anche la riorganizzazione delle circoscrizioni giudiziarie.
Durante il suo intervento, Giuseppe Scopelliti ha raccontato di aver deciso di scrivere il suo libro quando ancora era in regime di semi libertà, non avendo del tutto finito di scontare la condanna a quattro anni e sette mesi per il reato di falso ideologico, relativa a vicende accadute tra il 2008 e il 2009, quando era sindaco di Reggio Calabria. Scopelliti, non lo dobbiamo dimenticare, è l’unico ad aver pagato in Italia per un reato amministrativo di questo tipo, un conto salato che la Giustizia gli ha presentato al termine di una vicenda giudiziaria che ha fatto molto discutere. Sia per l’esito del processo che, a parere dei suoi difensori, avrebbe dovuto riservare ben altro risultato; sia per l’entità della pena, a loro dire sproporzionata riguardo allo specifico reato contestato. L’uno e l’altra, in ogni caso, sono stati accettati da Scopelliti con senso di responsabilità e rispetto delle Istituzioni, quella “bussola” che ha sempre orientato il suo cammino politico-amministrativo e alla quale ha dimostrato di non rinunciare, anche nella cattiva sorte. L’ex presidente della Regione Calabria ha riletto il suo passato con serenità ed equilibrio. Tra emozionanti ricordi, immagini e personaggi, non ha dimenticato di elogiare gli agenti di polizia penitenziaria, uno dei quali era presente tra il pubblico. Significativi sono anche la “fisionomia” e il contesto in cui l’intervista ha preso forma, all’interno del carcere di Arghillà, dove Scopelliti e Attanasio, per ragioni diverse, hanno avuto modo di incontrarsi e di condividere questa esperienza.

L’ampia partecipazione di pubblico ha testimoniato il grande interesse per l’opera e per le tematiche affrontate, confermando la vocazione di Castrolibero come luogo di dibattito culturale e civile. La serata si è rivelata un successo, rafforzando l’idea che il confronto aperto e plurale sia un elemento essenziale per la crescita della comunità.



