Un nuovo colpo d’arresto sul percorso del bando rifiuti del Comune di Catanzaro, dal valore complessivo di 80 milioni di euro.
L’Autorità nazionale anticorruzione ha puntato il dito contro numerose criticità nella struttura della gara, definendola in contrasto con i principi di libera concorrenza e indicando la necessità di annullare e ripubblicare la procedura.
L’ente comunale ha già annunciato che accoglierà le osservazioni, riformulando l’intero impianto del bando entro trenta giorni. Il nuovo appalto, inizialmente previsto per l’autunno, subirà dunque un ritardo stimato di circa un mese.
Certificazioni obbligatorie, clausole territoriali e limiti temporali: tutti i nodi
L’attenzione dell’Anac è stata richiamata da una segnalazione di operatori economici che denunciavano presunte violazioni nella documentazione di gara. L’indagine ha poi messo in luce diversi profili di illegittimità, a partire dall’obbligo di certificazioni di qualità da dimostrare già in fase di partecipazione, pena l’esclusione, fino alla richiesta di un fatturato specifico triennale invece che decennale, una limitazione che l’Autorità ha giudicato lesiva della concorrenza.
Inoltre, è stata contestata la clausola che imponeva la disponibilità di un deposito o cantiere sul territorio comunale già al momento della gara, così come la previsione della disponibilità di mezzi e attrezzature tecniche, anche queste condizioni a pena di esclusione.
Non meno rilevante è stata la critica verso l’obbligo di possedere due diverse certificazioni di qualità già nella fase iniziale della procedura. Nel complesso, tutte queste clausole sono state considerate restrittive e in contrasto con le normative vigenti sugli appalti pubblici, limitando la libera partecipazione e la trasparenza della gara.
L’Anac avverte il Comune: “Conformarsi o impugniamo la gara”
Nel suo provvedimento, l’Anac raccomanda al Comune di rivedere l’intero disciplinare, evidenziando come le clausole contestate possano restringere indebitamente la platea dei partecipanti, penalizzando la concorrenza e compromettendo l’imparzialità della procedura. L’ente anticorruzione ha dato trenta giorni per adeguarsi, con la chiara avvertenza: in caso di inadempienza, l’Autorità impugnerà formalmente la gara.
Una corsa a ostacoli lunga mesi
Il nuovo intervento dell’Anac arriva dopo una lunga fase di criticità e proroghe reiterate, che avevano già messo sotto i riflettori la gestione del servizio rifiuti nel capoluogo calabrese. L’obiettivo del Comune ora è quello di ripubblicare una gara riformulata nella seconda metà di agosto, con l’ambizione di chiudere l’affidamento entro fine anno, ma il rischio di ulteriori ritardi resta concreto.
L’evoluzione della vicenda resta ora nelle mani dell’amministrazione comunale, che dovrà recepire le indicazioni dell’Autorità nazionale anticorruzione e garantire una gara trasparente, equa e rispettosa dei principi normativi. La posta in gioco è alta, non solo sul piano economico ma anche su quello della credibilità amministrativa.



