Un’immane tragedia ha colpito il cuore verde della Calabria. Un devastante incendio boschivo ha gravemente danneggiato una porzione del demanio forestale regionale di Lamparo, all’interno del Parco Nazionale della Sila, nel comune di San Giovanni in Fiore.
L’incendio ha colpito un’area di inestimabile valore ecologico e affettivo, un luogo simbolo per il Gruppo Locale di Conservazione LIPU della Sila, che da anni svolgeva qui attività di monitoraggio delle specie ornitiche target.
Per gli ornitologi e gli appassionati di natura, Lamparo era molto più di un’area di studio. Era la “prima tappa di un impegno costante e pieno di tanta passione e amore per la natura”.
Qui, tra gli alberi secolari, hanno censito il Picchio nero, il più grande d’Europa, e innumerevoli altre preziose specie di uccelli, che ogni primavera li accoglievano con i loro melodiosi canti. Vedere questa magnifica foresta ridotta in cenere è stato un colpo durissimo, descritto come un vero e proprio “lutto”, una “distruzione che condanniamo fermamente”.
Il dolore è palpabile nelle parole del gruppo: “Siamo profondamente addolorati, come se avessimo perso una parte di noi stessi.” La perdita non è solo ambientale, ma anche emotiva e culturale. “Un bosco è un luogo sacro che trasmette emozioni, che ci impara il vero senso della vita. Non avere rispetto per gli alberi significa non avere rispetto nemmeno per sé stessi e per i propri figli.” Questo scempio è considerato “assolutamente intollerabile”, soprattutto da chi, come alcuni membri del gruppo, conosce questi boschi fin dall’adolescenza, avendo imparato ad ammirarli, rispettarli e scoprirli in modo intimo.
Appello alla giustizia e al risarcimento
Di fronte a tanta devastazione, il Gruppo LIPU della Sila lancia un accorato appello affinché i responsabili degli incendi siano individuati e assicurati alla giustizia. In tal caso, invitano sin da ora i Comuni, la Provincia di Cosenza, la Provincia di Catanzaro, la Provincia di Crotone e la Regione Calabria a costituirsi parte civile. Parallelamente, verrà formalmente richiesto agli uffici legali della LIPU di fare altrettanto, al fine di “chiedere il risarcimento dei danni arrecati alla biodiversità.”
Un patrimonio di sacrifici da difendere
I boschi di Lamparo non sono solo un tesoro naturale, ma anche il frutto di un lavoro secolare. Sono tra i meglio conservati della regione grazie all’impegno “laborioso ed encomiabile” di Azienda Calabria Verde e di innumerevoli operai forestali. A partire dall’OVS (Opera Valorizzazione della Sila) nell’immediato dopoguerra, questi uomini hanno piantato oltre 150.000 ettari di nuovi boschi in tutta la Calabria, generando una ricchezza inestimabile in termini di bellezza, natura, difesa del suolo ed economia. “Oggi viviamo su questa montagna grazie ai sacrifici di tanti umili operai che ci hanno lasciato in eredità questo fantastico patrimonio. Un’eredità che evidentemente non abbiamo saputo cogliere e rispettare.”
La responsabilità di ogni cittadino
Il Gruppo LIPU della Sila conclude il suo accorato messaggio con un forte richiamo alla responsabilità individuale e collettiva. Ogni cittadino della Sila “deve sentirsi direttamente responsabile della sorte del proprio territorio, senza timore, collaborando con le autorità competenti anche solo davanti al sospetto di attentato alle nostre foreste.”
È un dovere, sottolineano, “verso i nostri nonni, i nostri padri, a noi stessi e alle future generazioni.” Le foreste della Sila “appartengono ad ognuno di noi ed ecco perché bisogna difenderle da chi vuole distruggerle.” Un messaggio chiaro e perentorio: “Gli alberi sono sacri!”
Questo tragico evento serve da monito: la Sila è un bene comune che richiede la protezione e l’impegno di tutti per non perdere per sempre la sua magnificenza.



