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Incendi in Calabria, Tavernise (M5S): “Altro che modello, la regione va in fumo”

Il caldo torrido e i roghi che continuano a colpire la Calabria accendono anche lo scontro politico.

A intervenire con toni durissimi è Davide Tavernise, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, che punta il dito contro l’assessore all’Ambiente Giovanni Calabrese e la giunta Occhiuto, accusandoli di negare l’emergenza incendi e di nascondersi dietro “una narrazione propagandistica” del cosiddetto modello Calabria.

Il commento del consigliere Tavernise

Altro che procurato allarme“, attacca Tavernise. “Qui a parlare sono i numeri ufficiali dei Vigili del Fuoco, che certificano un +67% di interventi rispetto allo scorso anno. In zone come la Sila, la Sibaritide, la Locride, il Vibonese e l’Alto Tirreno cosentino si vive un vero e proprio disastro ambientale. Altro che invenzioni grilline: questa è la realtà”.

Nel mirino del consigliere pentastellato c’è anche il totale fallimento sul fronte della repressione dei reati ambientali: “Nel 2025 non è stato arrestato neppure un piromane. Nessun colpevole, nessun processo. Un segnale gravissimo, che alimenta l’impunità e l’insicurezza ambientale”.

“Dove sono i droni?”

Tavernise contesta inoltre la gestione degli strumenti tecnologici annunciati con enfasi nei mesi scorsi, a partire dai 25 droni: “Ma dove sono? Dove hanno operato? Quali incendi sono stati evitati grazie a questi dispositivi? Nessuna risposta. Solo silenzio e trionfalismi, mentre chi è sul campo – vigili del fuoco, forestali, volontari – lavora con mezzi insufficientiturni massacranti e condizioni proibitive“.

Non manca una stoccata finale alla giunta regionale per la scarsa trasparenza istituzionale: “Chi governa dovrebbe difendere i cittadini con i fatti, non con slogan o attacchi politici. L’anno scorso Occhiuto ha accusato un bambino di dieci anni per un incendio: quella sì che è stata una vergogna. Oggi, invece di dare risposte, si accusano gli altri di allarmismo”.

Tavernise chiude con un appello: “La Calabria non ha bisogno di propaganda, ma di interventi seritrasparenza, e rispetto per chi denuncia. Solo così si potrà fermare questa emergenza che, ormai, non è più solo ambientale, ma anche politica e sociale”.