Una fiaccolata silenziosa e carica di emozione ha illuminato il ricordo di Gaetano Ruffo, un ragazzo di diciassette anni tragicamente scomparso lungo la Statale 106, nella cosiddetta “curva della morte”.
L’evento, organizzato dall’Organizzazione di Volontariato Basta Vittime Sulla Strada Statale 106, si è concluso nel luogo simbolico della casa del giovane, radunando un’intera comunità unita nel dolore.
Una fiaccolata a Corigliano-Rossano: luce e speranza
Questa sera, in contrada Piragineti a Corigliano-Rossano, migliaia di persone hanno partecipato alla fiaccolata. Centinaia di fiaccole strette tra le mani, soprattutto da giovani come Gaetano, non sono state solo luce nel buio, ma grida silenziose di amore, rabbia, memoria e speranza. Gaetano non è più solo un nome, ma un simbolo di perdita e di lotta, un fratello, un amico, un figlio che nessuno avrebbe dovuto perdere.
Un grido forte contro la strada maledetta
La Statale 106 continua a essere teatro di tragedie che spezzano vite, sogni e famiglie. Ma quella stessa strada, questa sera, è stata illuminata da chi non si arrende. L’appello è chiaro e condiviso: basta vittime, basta promesse, basta silenzi. La comunità chiede sicurezza, rispetto e che nessun altro debba più piangere una giovane vita spezzata.
Durante la manifestazione, è stato rivolto un appello nel dedicare una preghiera per Gaetano e per la sua famiglia, ai parenti e agli amici, affinché possano trovare la forza per affrontare questo immenso dolore. Un momento di profonda intimità che ha rafforzato il senso di solidarietà e vicinanza.
L’impegno per la sicurezza sulla 106
L’Organizzazione ha sottolineato che il ricordo di Gaetano deve vivere non solo nei cuori, ma soprattutto attraverso le azioni quotidiane di ciascuno. È fondamentale rispettare sempre il codice della strada e scegliere la prudenza in ogni situazione per prevenire nuove tragedie. Allo stesso tempo, è importante alzare la voce collettivamente, chiedendo una Statale 106 più umana, sicura e giusta per tutti coloro che la percorrono.
“Teniamo accesa la fiaccola dell’amore per chi ci aspetta a casa”, affermano i volontari, “e viva la luce del ricordo per chi non c’è più”. La lotta contro le vittime sulla 106 è un impegno quotidiano che coinvolge cittadini, istituzioni e forze dell’ordine.
Verso un futuro senza vittime
L’auspicio è che la Statale 106 non rappresenti più una minaccia per chi la percorre, ma diventi simbolo di sicurezza, responsabilità e attenzione collettiva. La memoria di Gaetano e di tutte le vittime deve alimentare un cambiamento reale, concreto e duraturo.



